Tanti auguri Magda!

“Din Doooon” suona il campanello – chi sarà?- mi domando fra me e me, la risposta arriva rapida “siamo i tuoi 41 anni, aprici spontaneamente, altrimenti sfondiamo la porta e non avrai scampo”.
Non mi piace avere 41 anni, primo perché non mi piace l’aspetto estetico del numero in sé, avendo io da sempre una naturale propensione per i numeri pari, a parte il 7 che è il mio numero fortunato, che è dispari, ma è un numero primo, e quindi ha una sua unicità, e quindi va bene.
Arrivano, meschini, dopo i 40, soglia catartica dove tutti si aspettano la svolta, consapevolezze nuove e il raggiungimento di chissà quali obiettivi, destinati a rimanere per sempre soffocati nel cono d’ombra di questo gigante anagrafico che sarebbero poi gli “anta”, gli “antuno” non se li fila nessuno.
E poi, il vero guaio, è che io non me li sento per niente.
Io mi percepisco come se ne avessi trenta-qualcosa, ma roba di poco conto, tutto il tempo a mia disposizione, energie al top, pagine e pagine di vita ancora da scrivere, praticamente una pischelletta. E invece….
E invece, dopo il terribile colpo nell’ala infertomi dai 40, i 41 sono la conferma dell’inarrestabile processo di declino ormai innescato.
A 39 anni e 364 giorni 23 ore e 59 secondi, ci vedevo benissimo, allo scoccare della mezzanotte fra il 15 e il 16 agosto 2012, mi si sono annullate di colpo una manciata di diottrie, e credo di poter affermare che un’altra manciata si è polverizzata ieri sera, sempre a mezzanotte, mentre facevo il primo di una lunga serie di brindisi.
Morale: il libro, il giornale, l’i-pad, tutto insomma, per essere messo bene a fuoco dalla sottoscritta deve essere costantemente allontanato dal mio naso, la distanza è variabile, dipende dalla grandezza del catattere.
Vogliamo spendere due parole sui tempi di recupero “post-bagordi”?
Fino ai 30 potevo anche tirare dritto senza toccare il letto, potevo tirare l’alba e poi andare diretta la lavoro, giusto una doccia e via: fresca come una rosa. Poi però, il tempo di recupero diventa direttamente proporzionale agli anni che passano, fino ad arrivare al punto tragico che basta slittare di un paio di ore l’orario della nanna, e il giorno dopo ti presenti al mondo come la vittima di un’aggressione a mano armata: occhi rossi, occhiaie nere, colorito livido-quasi-verde, umore nero, mal di testa, mal di schiena, mal di gambe, mal di tutto. Se poi oltre ad andare a letto tardi, ti corichi con un paio di bicchieri in corpo, addio….la gente penserà che sei arrivata alle ultime battute della tua esistenza minata nelle fondamenta da chissà quale malattia dal nome impronunciabile.
Un disastro.
Il metabolismo (bastardo! bastardo! bastardo!) fino a ieri grande alleato, lentamente rallenta, e così mentre prima potevi mangiare qualsiasi cosa e non succedeva niente di niente, ora basta ingurgitare un’oliva e inevitabilmente ti ritrovi con un chilo in più che non se ne andrà mai e poi mai, anzi chiamerà le forze alleate e si moltiplicheranno a dismisura senza che tu te ne accorga fino al giorno in cui, guardandoti allo specchio, l’immagine riflessa non sarà quella del giunco sottile a cui eri assuefatta da anni, ma quella di un carrarmato sovietico.
Avevo due braccia affusolate e sottili, ora mi ritrovo con due braccia che se allungo un manrovescio a qualcuno, lo tramortisco, non ho mai avuto un grammo di pancia: ora ho pancetta, fianchetti, cicce morbide dappertutto, che d’accordo, fanno femmina, ma a me un po’ meno femmina non mi dispiaceva affatto.
Qualche lato positivo c’è, datemi giusto il tempo di farmeli venire in mente e ve li dico. Scherzi a parte, mi piaccio molto di più, sono più sicura di me stessa e alcuni lati del mio caratteraccio, ora che sono stati un po’ limati dal passare degli anni, mi piacciono da morire: sono sincera, paziente e disponibile all’ascolto, e mi piace pure l’ironia con cui affronto situazioni e persone difficili: prima avrei imbarcato acqua da tutte le parti, ora cavalco le onde con più tranquillità.
All’opposto, ho meno filtri, parto diretta come un missile terra-aria quando mi arrabbio e dico quello che penso anche quando magari, uno furbo terrebbe la bocca chiusa. Ma pazienza, nessuno è perfetto.
Ce ne faremo una ragione tutti.
Sono un’ingorda della vita: vorrei averne tanta tanta tanta a disposizione, non rivorrei indietro i miei 20(troppe insicurezze) e nemmeno i 30(troppe aspettative), vorrei piuttosto che il tempo si fermasse qui, in questo tempo, con questo stato d’animo, con questi progetti, con questo presente.
Sarebbe perfetto se per ogni granello di sabbia che cade nella clessidra, un dio magnanimo e simpatico ce ne ributtasse dentro un badile, perché quarant’anni è una bella età, si raccolgono i primi frutti di quanto seminato, senza però perdere l’entusiasmo per scoprire e seminare nuovi terreni. È la consapevolezza del tempo che passa a fare paura, è vedere i nostri genitori diventare vecchi, e i nostri figli diventare grandi, tutto cambia, mentre noi ci sentiamo sempre gli stessi ragazzi di qualche anno fa.
Oggi compio 41 anni: ho il corpo di una femmina, lo sguardo di una donna e lo stato d’animo di una ragazzetta. Non è poi così male.
Ieri al supermercato per passare con il carrello in un corridoio stretto ho detto a un ragazzo forse ventenne “fai attenzione, sposta il piede perché altrimenti rischi che con la ruota del carrello io ti amputi tutte le dita”, il suo amico se ne è uscito con questa frase “io da una donna come lei me le farei amputare”, mi è uscito un gran sorriso mentre gli dicevo “potrei essere vostra madre”. E me ne sono andata, me li sono ritrovati dietro in coda alla cassa:
“Ma perché quanti hanni ha?”
“41 domani”
“Auguri signora, è proprio una bella donna, fortunato suo marito”
E mi ha fatto il baciamano.
Avere 41 anni non è poi così male.
Ecco.

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5 pensieri riguardo “Tanti auguri Magda!

    1. Non lo so….e quando gli chiedo un parere su un pezzo che pubblico mi risponde sempre ” cavino, un po’ banalotto…solite cose”, insomma un sabotatore i entusiasmi. Però se Magdaefurio esiste è tutto merito suo, io da sola non avrei mai avuto il coraggio di farlo. ☺Sono timida…

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