Origliando i discorsi degli uomini

A lezione di donne …..ma dagli uomini.
Avete mai provato a parlare di donne con degli uomini?se non lo avete mai fatto, fatelo subito, perché è una vera e propria rivelazione.
Scoprirete che un buon tre quarti delle menate che ci facciamo noi sono completamente inutili, e cose a cui non facciamo nemmeno caso, si rivelano essere, invece, fondamentali.
Rivelazione numero 1) non rimaneteci male se il vostro lui non si accorge che siete appena state dal parrucchiere, vi è costato un patrimonio e un pomeriggio di permesso dal lavoro. Non lo fa per cattiveria, è che lui non lo vede proprio se avete cambiato in un colpo solo taglio, colore e piega, il suo sistema neurologico non è tarato per queste cose, lui vede voi con i capelli nuovi ma gli occhi non mandano nessun impulso al cervello, e più voi vi piazzerete davanti a lui, come a dire “guarda… Ti piaccio? Come sto?” più si formerà dentro di lui quel senso di disagio di chi sa che sta avendo qualche mancanza, ma non sa proprio quale. Morale della storia: litigherete, perché voi gli sbatterete in faccia la vostra verità: che non vi guarda, che non vi considera, che NON VI AMA, mentre lui, poveretto, cercherà di giustificarsi per evitare che sulla sua fedina penale venga scritto l’orrendo crimine “non si è accorto che la sua compagna/moglie/fidanzata è stata dal parrucchiere”. Siate obiettive: non è così grave. Soluzione: invitate una vostra amica per un caffè, lei si accorgerà subito del cambiamento, anche se avete solo accorciato la frangia di qualche millimetro.
Rivelazione numero 2) del make-up e della sua inutilità. Del tutto superfluo, ancorché fastidioso…già care mie, provate voi a baciare due labbra tutte piccichelente di lucidalabbra e poi vediamo.
Anche se io a onor del vero, in viaggio di nozze, dopo tre giorni completamente struccata, il mio adorato neo marito mi ha così apostrofato “però, un filino di trucco, mettilo va’” della serie “l’amore è una cosa meravigliosa”. Però è vero, agli uomini non piacciono: troppo trucco, troppe unghie (gel, glitter, decori e compagnia cantando), troppa messa in piega…insomma avete capito, tutto ciò che è troppo non va bene.
Rivelazione numero 3) pizzi e merletti. Anche no grazie. Per me è stato uno shock, ma a loro non gliene importa un fico secco di guêpière, reggicalze, baby doll e affini; come ha detto una volta la mia saggia amica Manuela “per loro è solo la carta intorno alla caramella, l’imperativo è arrivare a toglierla, non contemplarla”.
Rivelazione numero 4) delle gattemorte. Ossia quelle ragazze un po’ languide, secche secche, con lo sguardo annoiato, quelle che “il mondo è troppo piccolo per me”, riconoscibili perché sempre super tirate, assumono l’aria da dive per autocertificazione. Posso essere un po’ scurrile? Grazie. Quelle che pensando (tra l’altro erroneamente) di avercela solo loro, a priori si atteggiano a pantere e poi invece “ma per chi mi hai preso?” Scartate a priori. Zitelle ad honorem.
Rivelazione numero 5) delle aggressive. Semplicemente sono le gattemorte con qualche hanno in più. Amano il maculato in genere, che agli uomini fa senso, sono super-abbronzate tutto l’anno, sono in genere troppo-tutto: troppo scollate, troppo scosciate, troppo truccate, volgarotte. Non sono ancora riuscite a capire che “fare colpo” non è sinonimo di piacere. Raramente vanno oltre il primo appuntamento. E si dannano l’anima cercando di capire il perché: guardatevi allo specchio, santo cielo!
Rivelazione numero 6) la pantera del ribaltabile. Piacere piace, eccome; il suo dramma è che per attitudine si autocandida al ruolo di amante, o passatempo, non di compagna a lungo termine e già, anche agli uomini ogni tanto piace parlare e come in tutte le cose: il troppo stroppia. Fatevi una doccia gelata.
Rivelazione numero 7) quelle sempre a dieta. Mettetevi nei loro panni: organizzano una bella seratina, ristorante giusto, atmosfera, cenetta occhi negli occhi e voi che fate? Ordinate un’insalata e un bicchiere d’acqua. Complimenti, vi state scavando la fossa da sole perché non c’è niente di più innervosente che invitare una ragazza a cena per poi di fatto cenare da solo con davanti un coniglio che rosicchia insalata. Invecchierete magre come grissini e sole. Contente voi.
Rivelazione numero 8) della luce e sue ripercussioni. Cose che piacciono agli uomini. E qui è meglio andare piano, l’argomento è delicato. Cosa intendiamo per luce? Allora, dicesi luce quando, guardando da dietro una ragazza, le sue chiappette sono così toniche sode che dal cavallo dei pantaloni si crea un vuoto, da cui appunto passa la luce. Tutto chiaro? Tranquille solo una su mille vanta un simile requisito, con buona pace nostra e dei nostri uomini… Devo dire che su questo argomento si sono veramente infiammati tutti. Boh, fate voi, se volete massacrarvi di squat in palestra, si può provare a riportare la luce laddove ora regnano le tenebre più scure. Ci penserò su…
Rivelazione numero 9) la luce sta anche nel sorriso e nello sguardo. Agli uomini piacciono le donne allegre, solari, positive, che sanno stare allo scherzo e che non si offendono per ogni cosa. Quelle donne che non si nascondono dietro a troppi travestimenti, che sanno essere femmine ma anche un pochino maschiacci, che sono forti quando occorre, ma che ogni tanto hanno bisogno di protezione (al limite fingete di essere deboli, funziona lo stesso). Quelle donne che non vedi l’ora di presentarle agli amici, non perché te la invidieranno, ma perché anche loro vedranno in lei tutto il bello che hai visto tu.
Rivelazione numero 10) l’elogio della normalità. Agli uomini normali piacciono le donne normali, e viceversa. Dopo caraffe di sangria, taniche di spritz, fiumi di mojito e bottiglie e bottiglie di vino siamo giunti tutti a questa conclusione. Forse un po’ banale, ma così è.
Siate normali, sarete eccezionali.

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L’amore ai tempi del… Viagra

Parliamo d’amore….quello vero, quello che fa battere forte il cuore; quell’amore che qui, nella romantica Portofino trova la sua cornice ideale: l’amore che misteriosamente sboccia fra neanche-tanto-arzilli vecchietti e deliziose signorine che se va bene, hanno acquisito da pochissimo il diritto di voto, e da ancor meno tempo, la cittadinanza italiana.
Li riconosci da lontano, lei bellissima svetta su tacchi altissimi, con addosso vestiti firmatissimi e gioielli brillantissimi, tutto issimo insomma. Sguardo fiero e attento su chi va e chi viene, potrebbe sempre innamorarsi improvvisamente di uno che ha la barca…pardon…il cuore, più grande.
Lui il più delle volte ha addosso il classico blazer doppiopetto con i bottoni dorati, un po’ ancien régime, ma sempre elegantissimo, fuma il sigaro e al polso ha l’inequivocabile segno della sua ricchezza: un orologio d’oro grosso come un pendolo a muro. La tiene affettuosamente a braccetto, onde evitare che lei si spezzi una delle sue sottilissime caviglie, già, perché poco importa se hai ai piedi delle preziosissime Louboutin o Jimmy Choo, la Piazzetta di Portofino è fatta tutta di insidiosi ciottolini, che con i tacchi alti non vanno proprio d’accordo, e tutte, ma proprio tutte, assumono l’andatura di un fenicottero ubriaco, e l’unica via di possibile salvezza è aggrapparsi al braccio del proprio cavaliere.
E qui bisogna aprire una parentesi per distinguere le parvenues dalle habituèes: le prime sono quelle che ignare di cosa le aspetta si arrampicano su tacchi altissimi e fanno giocare alla roulette russa i loro malleoli ad ogni passo; le seconde, sono quelle eleganti signore e signorine che si godono il week end al mare con ai piedi semplicissime, comodissime e piattissime ballerine Porselli che sarebbero da danza, ma fa chic indossarle come scarpe comuni, quindi costano una follia durano un giorno, ma garantiscono una perfetta aderenza al suolo, in barba ai ciottoli. Normalmente poi, le seconde guardano le prime con una sorta di sguardo di compatimento, come a dire “tesoro se ti giocherai bene le tue carte potrai anche tu un giorno scendere dagli escort-tacchi”.
Ma torniamo ai nostri piccioncini.
Li vedi scendere in tarda mattinata, le più abili vantano già un prezioso bottino raggranellato nelle boutiques di Via Roma, strada che dal posteggio conduce in Piazzetta, una specie di percorso obbligato, insomma: Hermès, Gucci, Pucci e Dior. Lei sarà un po’ annoiata dietro gli enormi occhiali da sole mentre lui parla di finanza e politica oppure saluta le vecchie glorie del posto “il Puny”, “il Tigre”, “l’Ugo” e “il Pinuccio”… Tutti amici e tutti con l’articolo IL davanti. Prenderanno un aperitivo dal Mariuccia, lei un analcolico alla frutta (deve rimanere lucida) lui uno “champagnino” accompagnato da languidi sguardi da gatta sapientemente dispensati ad arte dalla giovane innamorata.
Il rituale del pranzo è pressoché sempre lo stesso: tavolo riservato, una foglia di lattuga (piccola e scondita, mi raccomando) per lei, mentre lui fa filotto: antipasto, primo, secondo, dolce, caffè, ammazzacaffè (deve tenersi in forze ); lui proverà più volte a fare assaggiare qualcosa alla signorina, ma in risposta otterrà solo degli sguardi di sufficienza e un muso lungo, a meno che….
A meno che lei non abbia rosicchiato la sua lattuga accompagnandola con ampie sorsate di vino, nel qual caso la temperatura salirà e pure la pressione del nostro Romeo perché lei comincerà a stuzzicarlo in tutti i modi il tutto sotto sguardi carichi di invidia (uomini)o di disappunto (donne). E se è vero che tutto ha un prezzo, il pomeriggio potrebbe essere molto caro per il nostro incanutito innamorato.
Il tempo necessario per un rapido giro nelle boutiques della calata, ce ne sono di molto interessanti, e poi via, verso la camera del l’hotel/la barca/ la villa dove il nostro Casanova riscuoterà il suo credito mettendo a rischio per l’ennesima volta le sue coronarie un po’ acciaccate e macchiate di blu.
Finché un giorno la cameriera telefonerà ai di lui figli per dare la notizia ferale… E qui l’universo degli amori impossibili si spacca in due, da una parte le lungimiranti ossia le fanciulle che con mezzi più o meno leciti si sono garantite menzione sul testamento, e dall’altra le sprovvedute ovvero coloro che non sono state abbastanza rapide ad accaparrarsi la loro fetta.
E dopo qualche anno le ritroveremo tutte a passeggio nella solita Piazzetta, le lungimiranti saranno passate al rango di ereditiere, indosseranno scarpe basse, i soliti abiti firmati e i nuovi gioielli di famiglia, le altre saranno aggrappate al braccio di un nuovo fidanzato in blazer doppiopetto blu, con ai piedi i soliti scomodissimi tacchi altissimi.