Sei brutta e cattiva

Nutro forti sospetti circa la simpatia delle Neo Zelandesi.
Già parlano un inglese tutto loro dove c’è una maiuscola all’inizio del discorso e un punto alla fine, se non capisci quello ci sta in mezzo, fondamentalmente non è un problema che le riguardano.
Se poi ti capita di fare un check in per Hong Kong con una hostess che parla cino-inglese, in un aeroporto in cui è difficilissimo sia entrare che uscire, bhe auguri…
Ecco i fatti: il nostro biglietto elettronico prevede 2 pezzi di bagaglio e testa “free” ossia senza peso….prova tu se ci riesci a farglielo capire, lei voleva farci pagare, tenetevi forte 776 dollari e spicci di “extra charge”. Ok che il dollaro neozelandese è meno pesante del dollaro americano, ma resta comunque una cifra folle. A Perazzo gli si è arrotolata la lingua e a momenti la sbrana (vecchie storie di somiglianze con persone antipatiche) io a momenti svengo. Ma ecco la sua brillante soluzione: tira fuori due borse del tutto simili a quelle della Coop e ci suggerisce di riempire con gli oggetti più pesanti. Bene, e poi? E poi le imbarchiamo insieme alla valige, nella stiva. Bene, te sei matta. A salvare la situazione il manager del customer service, che il destino ha voluto che passasse di lì, legge i nostri documenti, problema risolto, bagagli imbarcati, Perazzo e io ci prostriamo davanti a lui come due gheishe riconoscenti.
Ultima domanda: si, possono avere i posti dalle uscite di sicurezza? Certo che sì, basta chiedere…e pagare 100 dollari americani. Bene, ti ho già detto che sei tutta matta? Lasciamo stare.
Lei si vendica mettendoci praticamente sulla coda dell’aereo, fila 65, ma con, cavolo che ci hai spillato quasi 800 dollari. Strega!
A seguire, controllo passaporto, controllo dogana, controllo metal detector, ispezione nella borsa… mamma mia che stress, ma alla fine l’abbiamo spuntata noi. Tiè!
Prossima fermata Hong Kong.

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