Memorie di noi due

Ci sono navi che non sono state costruite per navigare nella calma piatta, 

Nelle placide acque marine puoi contemplarne tutta la loro bellezza,
Ma è nella tempesta che rivelano tutta la loro forza,
Sono navi che incutono un po’ di timore ma,
Una volta a bordo ne rimarrai stregato e sedotto.
Così noi due, amore mio.
Lasciammo agli altri i pennelli intrisi di colori tenui,
Per tenere per noi e per il nostro quadro,
Le tinte più forti
E con quei colori riempimmo la nostra tela
Scegliemmo i sentieri più tortuosi e,
Mentre tutti battevano strade note,
Io e te ci inerpicammo in un sentiero sconosciuto e in salita,
Perché sapevamo che,
Più in alto saremmo arrivati,
Tanto più il panorama ci avrebbe tolto il fiato
Non abbiamo mai avuto paura di perderci,
Nemmeno nella follia più assurda,
Perché non si è mai smarriti,
Finché hai una mano da stringere,
Così nella gioia, così come nella paura.
Ecco cosa dirò quando mi chiederanno di noi:
Noi fummo
Un veliero che domò mari in tempesta,
La tavolozza di un pittore ardito,
Un sentiero che molti ebbero paura di percorrere,
Due mani strette in una presa fortissima.
Noi due fummo ciò che gli altri non ebbero l’ardire di essere,
E questa fu la nostra inesauribile forza,
Nutrendoci di noi alimentammo il nostro amore,
E lui crebbe forte,
Sfidando a testa alta l’immortalità e,
Ad essa fece abbassare lo sguardo.
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Onde…

Cos’è la felicità,
se non un’onda gigantesca che ti corre incontro
di cui non hai paura,
Ti lasci travolgere dai suoi flutti,
Lasci che la sua forza ti passi attraverso
Ti devi fidare
E lasciare che ogni cosa,
Dal caos,
Trovi il suo ordine.

Felicità è la spuma dello champagne
Che ti farà girar la testa
Sono i pensieri che
Ti danzeranno in testa mentre,
Con gli occhi proverai a seguire
L’allegra risalita delle bollicine
Verso il bordo del bicchiere
Ben sapendo che ti perderai.

Ma cos’è la felicità se non il coraggio di perdersi
Di lasciarsi travolgere
Di lasciarsi trafiggere da quell’istante
Che cambierà tutto

La calma dopo il caos,
Il mare piatto dopo la tempesta
La luce dopo tante ore di buio
Abbandonare i propri pensieri
Ben sapendo che
Ci saranno amorevoli mani non tue
Che li raccoglieranno e li faranno propri
Per consegnarli all’infinito.

Un circolo virtuoso

Siate sorridenti
Vi renderà simpatici
Siate simpatici
Vi renderà amabili
Siate amabili
Vi renderà sereni
Siate sereni
Vi renderà gentili
Siate gentili
Vi renderà generosi
Siate generosi
Vi renderà altruisti
Siate altruisti
Vi farà sentire bene
Stare bene
Vi metterà in pace con voi stessi
Essere in pace con voi stessi
Vi renderà sorridenti
….e qui ricomincia il giro…

Chiedimi se…

Chiedimi se sono felice,
Ma chiedimelo in uno di quei giorni in cui
Niente è andato come avrebbe dovuto.
Chiedimelo al mattino
Appena sveglia
Quando sono scorbutica e intrattabile

Chiedimi se sono felice
In una giornata in cui
Tutto è in salita
Tutto è fatica
Tutto è difficile

Chiedimi se sono felice
Quando sono arrabbiata con te
Quando non ci capiamo
Quando casa diventa troppo piccola
Per contenerci entrambi

Chiedimi se sono felice
Ma non in un giorno di sole
Chiedimelo sotto il diluvio
Quando non sono asciutti nemmeno i pensieri

Chiedimelo quando non è scontato che dica sì
Quando mille parole si possono intromettere
Quando sono di fretta
Quando non ho voglia di parlare

Chiedimi se sono felice
E poi rispondi tu
Perché tu sai la risposta
E nell’oceano di parole
Dentro cui spesso mi immergo
Pescane una e falla tua
Sarà quella giusta, lo so.

Sì.