Spalle al muro

Si può sempre scegliere.

Prima che la rabbia esploda, si può scegliere di non assecondarla.

Prima che le parole dette feriscano come spade, si può scegliere di tenere la bocca chiusa.

Prima che la situazione precipiti, si può scegliere di fermarsi e aspettare che la tempesta si plachi.

Prima che la reazione a catena diventi inarrestabile, si può scegliere di non schiacciare il pulsante che la innescherà.

Prima di imboccare una strada a caso, davanti ad un bivio, si può scegliere di aspettare che la nebbia si dissolva, in modo da poter vedere un po’ più lontano, e così potrai decidere che direzione prendere.

Si può scegliere di stare fermi, questa è la scelta più coraggiosa e difficile. Saper aspettare presuppone un grado di fiducia nel tempo e negli altri tale che non tutti riescono a sostenerne il peso. Spesso si cade nella propria debolezza.

Saper aspettare, saper scegliere…

C’è sempre un prima, e c’è sempre un dopo. Ma mentre finché si vive nel “prima” tutto è possibile, modificabile e risolvibile, quando si entra nel “dopo” è tutto più difficile: dopo si è reduci di guerra, feriti e confusi. Da dove si ricomincia? Come si ricomincia? Perché si ricomincia? Nessuno lo sa, non ci sono risposte certe, ma anche in questo caso si sceglie di farlo, per spirito di sopravvivenza, o per ostinazione, o perché una voce laggiù, in fondo all’anima offesa, ci dice che è la cosa giusta da fare.

E allora scegli, ti rimbocchi le maniche e vai avanti, anche se arrendersi sarebbe mille volte più facile. Ma anche qui si tratta di scegliere: scegliere di non arrendersi. Chiami a te tutte le forze che ti sono rimaste, alzi lo sguardo, prendi fiato, e ti rialzi.

Si può sempre scegliere e spesso, la scelta giusta, è la più scomoda e difficile da prendere, perché laddove l’orgoglio sbraita, la ragione impone saggia il suo silenzio.

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Fuori piove.

“Manuuuu, puoi salire in mansarda?”

Salgo in mansarda fra uno sbuffo e l’altro e davanti a me vedo Luca sdraiato sul pavimento a naso in su, con gli occhi spalancati, tipici di chi sta per proporre qualcosa di unico e irrinunciabile.

“sdraiati qui di fianco a me, che ascoltiamo la pioggia”

E così, fra lo stendino per i panni e le scarpe da trekking sempre in disordine , ce ne stiamo lì,  sul pavimento della nostra mansarda a sentire le gocce di pioggia battere sul vetro della finestra sul tetto, ridiamo senza motivo, che se ci pensi sono le risate migliori.

Sono certa che l’amore sia questo. La semplicità di starsene lì, senza fare niente e senza aspettarsi niente, come un gatto sul calorifero, o un cane nella sua cuccia.

E a chi poi si immagina un crescendo di amplessi consumati nudi e crudi nell’intervallo di spazio fa il pavimento e il tetto, dico ancor prima di iniziare: fermatevi subito, che rischiate di rimanere delusi.  E poi in mansarda ci sono i caloriferi chiusi, fa un freddo assassino, io non ci penso nemmeno per un minuto a togliermi anche un solo strato di felpa/pile/flanella.

Ma c’è forse nudità più audace e coraggiosa dell’abbassare completamente le proprie difese? Disarmarsi completamente, buttare tutte le armi sul tavolo, come due duellanti stanchi di combattere, mostrarsi in tutta la nostra vulnerabilità di esseri totalmente imperfetti. L’amore non giudica. L’amore accoglie.

In un mondo dove tutti parlano, l’amore ascolta, con gli occhi spalancati, come un bambino quando gli racconti una storia pazzesca.

L’amore sa essere saggio e lungimirante come un veterano della vita, ma è anche impulsivo e testardo come quegli adolescenti che pensano di conoscere la vita e di poterla insegnare a tutti.

In lontananza si sentono i primi tuoni.

“Avvicinati un po’, dai”

“Ma hai paura?”

“No che non ho paura, ma da più vicini è più bello”

Sopra di noi sta venendo giù il mondo, si direbbe il temporale perfetto, ma qui, protetta dal tetto e da noi due, regna la tranquillità. Vorrei dirti tante cose in momenti come questo, ma poi taccio: perché aggiungere le parole quando non servono? E allora ti guardo, e spero che tu non te ne accorga subito, perché poi sbuffi e mi prendi in giro, mentre io vorrei proprio che nessuno interrompesse questo momento, nemmeno tu.

“Lo senti Manu come è perfetto il ritmo delle gocce che battono sul vetro?”

“Sì, lo sento” affondo il viso nell’incavo del tuo braccio e sto lì, a un passo dal pianto, con il cuore pieno di emozioni e  vorrei trattenerle tutte, per donartele quando saremo stanchi e quando tutto ci sembrerà un po’ piatto e banale.

Poi alzo lo sguardo e incrocio il tuo, e mi rendo conto che la perfezione esiste. La perfezione è questo momento: due sguardi che si incrociano in un preciso istante, come se fossero guidati da una entità misteriosa. Ti abbraccio e ti do un piccolo bacio nel triangolo di pelle fra gli occhi, proprio all’attaccatura del naso, e so che tu lo detesti, ma tant’è è più forte di me.

Fuori ha smesso di piovere. In casa nostra splende il sole.

 

 

Un circolo virtuoso

Siate sorridenti
Vi renderà simpatici
Siate simpatici
Vi renderà amabili
Siate amabili
Vi renderà sereni
Siate sereni
Vi renderà gentili
Siate gentili
Vi renderà generosi
Siate generosi
Vi renderà altruisti
Siate altruisti
Vi farà sentire bene
Stare bene
Vi metterà in pace con voi stessi
Essere in pace con voi stessi
Vi renderà sorridenti
….e qui ricomincia il giro…

Chiedimi se…

Chiedimi se sono felice,
Ma chiedimelo in uno di quei giorni in cui
Niente è andato come avrebbe dovuto.
Chiedimelo al mattino
Appena sveglia
Quando sono scorbutica e intrattabile

Chiedimi se sono felice
In una giornata in cui
Tutto è in salita
Tutto è fatica
Tutto è difficile

Chiedimi se sono felice
Quando sono arrabbiata con te
Quando non ci capiamo
Quando casa diventa troppo piccola
Per contenerci entrambi

Chiedimi se sono felice
Ma non in un giorno di sole
Chiedimelo sotto il diluvio
Quando non sono asciutti nemmeno i pensieri

Chiedimelo quando non è scontato che dica sì
Quando mille parole si possono intromettere
Quando sono di fretta
Quando non ho voglia di parlare

Chiedimi se sono felice
E poi rispondi tu
Perché tu sai la risposta
E nell’oceano di parole
Dentro cui spesso mi immergo
Pescane una e falla tua
Sarà quella giusta, lo so.

Sì.