Alida & me: storie di madrine.

Ciao Alida, Sono Manuela, la tua madrina… 

Quando i tuoi genitori mi hanno chiesto di farti da madrina a momenti mi piglia un colpo…stavo cucinando una banale frittata, quando il telefono si mette a cinguettare: un lungo e bellissimo messaggio scritto da tua mamma Chiara, in cui mi spiegava le ragioni per cui mi hanno scelto per questo compito.

Parole belle, di quelle che vanno dritte al cuore. Ti confesso che ho pianto come un vitello su quella frittata. Comunque era buona…

Tua mamma mi diceva di pensarci, di prendermi il mio tempo per decidere, riflettere su cosa? La risposta è “ovviamente sì. Spero che la decisione ti sia gradita, per quel che mi riguarda ci metterò tutto l’impegno che posso.

Ma, secondo te, cosa dovrebbe fare una madrina?

Una madrina giusta intendo, non di quelle che, per capirsi, ti regalano una cornice d’argento massiccio, e per il tuo battesimo indosserebbero un tailleur beige con gonna al ginocchio…Se vuoi una madrina così, licenziami subito. Io, per dire, sarò una madrina in fucsia, così mi riconoscerai in mezzo a tutti gli invitati, e capirai subito ciò che ti aspetta…

Ma torniamo serie…

Dei doveri di una madrina si stava parlando. Immagino che il primo sia quello di farti da scudo, di proteggerti dalle brutture del mondo, e credimi, ce ne sono un sacco; è anche vero che fare da scudo a una ragazza il cui nome significa “guerriera”, rischia di diventare una sfida interessante: cosa dici Alida, l’accettiamo?

Accettiamola.

Poco fa mentre mi asciugavo i capelli (ti insegnerò anche che se ben pettinate, vestite e truccata si combatte meglio…), ho buttato giù una specie di promemoria delle cose che vorrei trasmetterti, te lo scrivo qui sotto, se non ti piace qualche punto, poi lo correggiamo insieme in corsa, ok?

Dai cominciamo che altrimenti facciamo notte.

– tu sei una guerriera, ma ricordati che le guerriere sono leali, quindi, per tanto che la situazione possa sembrarti complicata, non cercare mai inutili scorciatoie. Spalle dritte, sguardo fiero e testa alta, anche se magari in quel momento vorresti infilarti in un tombino e restarci fino alla fine dei tuoi giorni.

– le guerriere non se la prendono con i più deboli, ma anzi, li difendono. Solo una categoria di persone se la prende con i più deboli: i vigliacchi. Tu, nel dubbio, stai sempre alla larga da loro.

– sii gentile con tutti, anche se ti troverai davanti persone che preferiresti prendere a schiaffi. Ricordati che la gentilezza è arma tanto più potente quanto più immeritevole della tua gentilezza è il tuo “avversario”.

– allenati alla pazienza. Ti tornerà utile nella vita molto più spesso di quanto tu possa pensare e il paradosso è che le persone che più ne abuseranno saranno proprio le persone a te più care, ma capirai con il tempo che andare d’accordo con chi ami, altro non è che un esercizio costante di pazienza e accettazione, perché le persone senza difetti non esistono, anche se in molti cercheranno di convincerti che loro non ne hanno. Tu sorridi, e lasciaglielo credere.

– la miglior difesa è l’attacco, è vero fino ad un certo punto. Tu cerca di fare del tuo meglio per te e chi ami, ma poi vivi e lascia vivere. E a chi ti vorrà persuadere che “è meglio un giorno da leoni che cento da pecore” tu rispondigli che tu hai optato per l’opzione “cento giorni da leone” perché i leoni mica vanno a rompere le palle al prossimo, macché, loro attaccano solo per difendere se stessi e il loro branco. Quindi occhi ben aperti, ma non stare a sprecare energie a vivere perennemente con il coltello fra i denti (che te li rovini pure)

– la grazia, Alida, non dimenticarti della qualità femminile per eccellenza: la grazia. Si può essere cazzutissime anche senza per questo comportarsi come dei camalli del porto. Piano con le parolacce e con gli atteggiamenti da truzza e darla a tutti non farà di te una femminista ribelle, ma solo una che, appunto, l’ha data tutti. Niente di più. Tiratela un po’ e fatti desiderare, chi vuole veramente te si darà da fare, gli altri li perderai per strada: poco male, vuol dire che non ne valeva la pena. E il tuo cuore lo avrai tenuto al riparo da inutili delusioni.

– argomento delicato: le pene d’amore. Vorrei tanto dirti che non esistono, ma ti mentirei penosamente; ti dirò allora che sono inevitabili, ma non sono mortali, altrimenti io sarei morta almeno un paio di volte, fanno un male cane, questo sì, ma si sopravvive, e poi per un perverso percorso mentale che non ti so spiegare, una volta che fra quel dolore micidiale e il tuo presente, ci avrai messo in mezzo tanta vita, di tutti quei patimenti ti rimarrà un dolce ricordo. Lo so che non mi credi, ma fidati di me, che non ti mentirei per niente al mondo.

Altre millemila cose le scopriremo camminando, standoci affianco, sarà un bel viaggio Alida, ci scopriremo piano piano, e impareremo a conoscerci a fondo.

Non vedo l’ha di conoscerti, ancora non sei nata e sono già pazza di te.

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