Davanti allo specchio

Il primo sospetto ti viene quando cominciano a darti del “lei” e ti domandi incredula come sia mai possibile che dei tuoi quasi coetanei, si rivolgano a te con così tanto rispetto. Ma il pensiero scivola via veloce e non ci pensi più.
Poi arriva il momento tragico: ti svegli una mattina e lui è lì, come se niente fosse, silenzioso sbeffeggiatore della tua verde età ormai sfiorita: il primo capello bianco.
In preda al panico cominci a spiluccare i capelli alla ricerca di altre prove del tuo incanutimento…tranquilla, le troverai e senza fatica. È ufficiale, sei diventata grande (eufemismo). Che quello dei capelli bianchi è il minore dei mali, fissi un appuntamento dalla parrucchiera ed è bello che risolto, anzi il nuovo colore ti sta meglio dell’originale e sembri pure più giovane.
Olè, 1 a 1 e palla al centro.
In preda al panico davanti all’idea di invecchiare, scattano i controlli alla carrozzeria: si comincia prendendo a pizzicotti la parte posteriore del braccio (non mi dilungo in ulteriori spiegazioni, tanto siete tutte li che pizzicottate nel punto esatto) per vedere se tiene, se potete ancora usare il salino in pubblico se per caso indossate una maglia con le maniche corte – e comunque le maniche a 3/4 sono raffinatissime-o se siete condannate ad una vita di mangiare sciapo. Si prosegue analizzando il vostro profilo allo specchio: il mento? Che dice il mento? Vi garantisce ancora un profilo degno del più spietato dei dolcevita a collo alto, oppure, onde evitare di sembrare una tartaruga che esce dal suo guscio, sarà il caso di optare per scolli un po’ più morbidi che daranno al vostro collo un bella rincorsa?
E poi giù giù giù, verso gli inferi.
Il décolleté…un tempo si faceva la prova della matita. Si metteva una matita sotto la piega del seno, se cadeva eravate salve, se rimaneva bella ferma li voleva semplicemente dire che gli ormeggi avevano ceduto, e bisognava organizzarsi in termini di paranchi e sostegni.
Ora, senza arrivare a tanto, nel dubbio regalatevi un bel push up e buonanotte ai sognatori, alcuni sono veramente miracolosi: alzano, riempiono, regalano una taglia, peccato che rischiate una denuncia per millantato credito, da vestite siamo tutte maggiorate, e poi….
Senza pietà, continuate a scendere: avete anche voi il piercing all’ombelico? Segno tangibile che un tempo il nostro addome era tonico, teso e piatto come la pelle di un tamburo, nulla osava intromettersi fra la pelle e gli addominali, erano un tutt’uno, i jeans a vita bassa non facevano paura e non erano scomodi, erano semplicemente una partita vinta.
Pazienza dai, con circa un miliardo di addominali al giorno la situazione può tornare agli antichi splendori, e se come dieta giornaliera ci facciamo bastare un’oliva (snocciolata) e circa 10 litri di “acqua che elimina l’acqua” (ma vaffanculo va! Te e io che ci credo) possiamo comodamente ritrovare quell’armoniosa e scattante silhouette di un tempo, sì ma sdraiate, fra quattro tavole, al buio e con intorno i nostri cari che piangono.
E adesso giratevi di 180 gradi e toglietevi quei leggings “shape” che strizzano e sollevano così in alto che più in alto non si può. Al buio questa prova non vale, quindi: riaccendete la luce, furbone!
A quale categoria appartenete? A quella che il tempo ha appiattito e livellato tutto al punto che sembra che vi abbiano dato una padellata rovente sul sedere, o a quelle che il rimpolpamento gluteale è proporzionale al tempo che passa? Il cibo entra nella bocca, poi, giusto il tempo di trasformarsi in ciccia e poi attraverso scivoli posizionati in maniera strategica da chissà chi, si va a mettere proprio li al suo posto su chiappe e fianchi: maledetto!!
Delle cosce non voglio parlare, ognuna mediti sulle proprie disgrazie, e amen.
Anche i piedi non sono più gli stessi: prima qualsiasi scarpa calzavate andava a pennello, ora una fa male dietro, l’altra fa male in punta, l’altra ancora vi fa venire il mal di schiena e vi batte sulla nocetta. Cheppalle!!!
Devo ancora capire come mai noi donne man mano che gli anni passano invecchiamo, e gli uomini invece acquistano fascino. Su di loro i capelli grigi sono fichissimi mentre su di noi fanno pena. Le loro manigliette dell’amore sono adorabili, su di noi sono patetiche. La pancetta maschile è indice di benessere su di noi è antiestetica. Un uomo che indossa scarpe brutte ma comode è un furbone, una donna invece diventa subito una vecchia belarda. Un uomo che si abbandona ai piaceri della tavola è uno che si gode la vita, mentre a noi donne viene chiesto di passare la vita mangiando insalata (ma non siamo conigli)….NON È EQUO!
Rivoglio indietro il mio metabolismo super veloce, quello che mi faceva dimagrire mangiando come un bue, quello che bruciava ogni singola caloria che io introducevo impunemente nel mio corpo, senza rinunciare però allo sguardo che ho adesso, al suono della mia risata e alla mia voce matura.
Ho quarant’anni, porto la 44, ho la cellulite, mi tingo i capelli e dovrei perdere qualche chilo…. Sono una donna. Quindi?
Va bene così.

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2 pensieri riguardo “Davanti allo specchio

  1. Eh pensa che io (eredità di famiglia)ho avuto i primi capelli bianchi a 30 anni..le tette?avercele…non è un problema che mi tocca..😩😩almeno quello…ma tanto in effetti il mio amore mi ha conosciuto che avevo 26 anni..quindi ha vissuto il declino poco per volta..quindi ha potuto abituarsi😁😁poi in effetti sono secca quindi maschero..👺👺ma in fondo noi donne non siamo solo tette e annessi almeno spero!!!😱😱😱

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