Magda e la bilancia: “perché ti hanno inventato?”

Tema pesante oggi…
Senza tanti giri di parole: sono ingrassata. Ebbene sì.
Negli ultimi tre anni ho preso qualcosa come una dozzina di chili, e da scheletrica taglia 40, mi sono ritrovata a essere una bella taglia 44.
Potrei chiudere qui il post emulando Raz Degan: “sono fatti miei” e invece no, voglio andare un po’ a fondo della questione perché, quando parlando o sparlando di una persona, fa più notizia la taglia che porta rispetto a quello che dice e fa, beh cari miei, siamo indietro come le palle dei tori.
Ma andiamo con ordine.
Il 2009 è stato il mio annus horribilis, sintetizzando:
Marzo Aprile: primi accordi di separazione
Maggio: mia mamma scopre di avere un tumore (tranquilli tutto passato)
Giugno: avvocati e accordi finali
Luglio: separazione legale
Settembre: muore mio padre
Ottobre: mi rompo una caviglia, 30 giorni di gesso
Penso sia dunque umano e comprensibile se dopo tutte queste disavventure una persona ne esca fuori un pochino provata, io di mio ho perso per strada una decina di chili, molte notti insonni e qualche tonnellata di mozziconi di sigarette. È stata la mia catarsi.
Poi per fortuna il vento è girato, e a cambiare direzione non è stato solo l’ago della mia bussola, che con gioia suprema ha puntato verso mari più sereni, ma anche quello della bilancia, che man mano che il mio umore si elevava fino a raggiungere la felicità con la F maiuscola, lui saliva…saliva…saliva…
Siccome sono una che non si racconta favole, lo ammetto: sono pigra come un divano, sicuramente se facessi un po’ di sport metterei a tacere le malelingue e pure la salute ne gioverebbe e, il solo zittire le pettegole mi arrecherebbe un piacere tale che la salute ne gioverebbe così in maniera doppia.
Ma tant’è, è più forte di me e sono bravissima ad accampare scuse di ogni tipo pur di non indossare le mie scarpette da corsa – ho dei completi da jogging bellissimi, tutti coordinati e cattivissimi, da vera atleta, ma a me basta sapere che ce li ho per sentirmi tale, non mi serve indossarli… C’è sempre qualcosa di più urgente da fare, sono una donna che lavora io, e il mio tempo è prezioso, tutto diviso fra casa e negozio, come dite? Non sono credibile, eh? Uffa…
E poi sono anche un’incostante, in un primo momento caricata e motivata da nuovi entusiasmi, parto che sembra che devo allenarmi per poter partecipare alla maratona di New York, poi come una supernova piano piano implodo fino a spegnermi in un poco elegante (e tonico) buco nero.
Ho provato anche con l’allenamento domestico comprandomi un set completo di cavigliere di sabbia e il “magic ring”, un attrezzo per il Pilates che se usato come si deve, fa miracoli. Sono partita con una doppia sessione giornaliera, dopo pranzo e dopo cena, mezz’ora di mat work da morire (gli esercizi li so fare sul serio, dovete credermi), motivata dal fatto che dovevo essere in formissima per il matrimonio. Bene, obiettivo raggiunto, brava che sono. Peccato che ora i miei attrezzi giacciono sotto al letto coperti da una coltre di spessa polvere, e non posso spostarli perché potrei uccidere Luca scaricandogli addosso miliardi miliardi e miliardi di acari della polvere. Proprio non posso…vorrei, ma per amore mi sacrifico (ve lo avevo detto che sono brava ad accampare scuse).
Che poi a essere onesti qualche lato positivo ad essere un po’ più in carne c’è, ad esempio, io ho scoperto di avere le guance e che mi stanno pure bene, inoltre qualche molecola di ciccia intelligente è andata a piazzarsi laddove c’era un po’ di miseria, risultato: una taglia in più di reggiseno e zero rughe, tutte stirate e riempite da botox “home made”.
Se poi ci aggiungete pure che qualche amico buongustaio mi dice “ora sì che è bello abbracciarti, non si sbatte più contro a tutte quelle ossa”, e che mio marito mi dice che sono bella così “anche se quando ti ho conosciuto eri un levriero e ora mi sembra di avere un San Bernardo in giro per casa” – l’amore si esprime per vie incomprensibili, alle volte.
Ma quello che più mi piace, e che non c’entra niente con la bilancia, è il mio sguardo che ora se fossi un personaggio di un cartone giapponese, lo disegnerebbero pieno di stelline della felicità, e gli angoli della bocca sono girati all’insù perché sorrido sempre, e la voglia di scrivere, di fare e di mettermi alla prova sono tutti frutti di questo ritrovato entusiasmo.
Mi piace la buona cucina, il buon vino e la buona compagnia, praticamente ho già prenotato il mio appartamento con doppio ingresso: da una parte il girone dei lussuriosi, dall’altra quello dei golosi, e amen…
Ho una bella vita e me la tengo stretta, il girovita di stretto invece, meschino, non ha più niente, e pazienza ce ne faremo una ragione tutti, pettegole e malelingue comprese, che se la cattiveria servisse a bruciare calorie, sarebbero dei grissini, loro.

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4 pensieri riguardo “Magda e la bilancia: “perché ti hanno inventato?”

  1. Cara collega…non lo dico per il lavoro ma per il percorso ciccia… Come te sono partita da una 40 e mi trovo in una 44 abbondante ma pure io ora sorrido di più…. Lo sport lo faccio…ma serve a poco se poi amo il buon vino il cibo e la compagnia dei cari amici…. Detto ciò ricorda che noi li mettiamo un po’ ovunque sti chiletti… È si notano poco, quello che ho veramente notato in te ed ho commentato con la mia collega M… È che ti si vede raggiante e felice… Allora i chili? Anche se ci sono non credo bisogni dargli così importanza chi sparla e forse perché non riesce ad avere il tuo sguardo sereno…ed è proprio quello che da noia ….non il tuo peso. Secondo me c’è gente che magari lo dice ma non per cattiveria ma come commento fine a se stesso…. Fra

    1. C’è un meccanismo perverso nella zucca di certa gente: se possono sparlare di qualcuno ci godono, è pazzesco, ma è così. Per noi persone normali e appagate è incomprensibile, ma è così….
      Io mi tengo la mia felicità….a loro lascio il piacere di commentarla, ma io me la vivo.
      Non è che magari giochi a golf? Così, mi è venuto il dubbio 😉
      Baci, Manu

  2. Ciao Manu! Sai cosa ti dico? che io corro come una pazza e mi tengo stretta la mia 44, che arriva ad una 42 solo sotto maratona. Quando entro nei negozi di running i commessi vanno tutti verso mio marito a chiedere cosa desidera vedere. Stronzi 🙂 Ma sai che c’è? Io me la rido. Bel post, baci

    1. Ciao! Io dovrei solo provare a vincere la pigrizia, perché li fattori,son tutti a mio vantaggio: ho vicino un lungofiume perfetto per corse e passeggiate, un marito che corre (ha fatto la maratona di New York, per me fantascienza e utopia 😛), un cane che come compagno di corsa sarebbe perfetto….ma tant’è il richiamo del divano è troppo forte. 😁Piacere di averti conosciuto e alla prossima. Manu

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