Magda e Furio e la contaminazione delle parti

Sta accadendo una cosa preoccupante.
In maniera tanto inconsapevole quanto inesorabile, in Luca si è innescato un processo di “manuelizzazione”. Sono spiazzata.
Prima il nostro equilibrio si basava su dicotomie classiche:
– ordine vs disordine
– puntualità vs ritardi cronici
– programmazione vs improvvisazione
– organizzazione vs caos
Tutto procedeva sui binari sereni della normalità, quando improvvisamente, lui comincia a dare segni “da me”. Che so, è convinto di avermi detto una cosa e invece scopriamo dopo un po’ che l’ha solo pensata dentro di sè; io addirittura immagino intere frasi, e poi mi convinco di averle dette, ed è per questo che quando spiego una cosa il più delle volte i più non capiscono un accidente di niente.
Qualche sera fa si è dimenticato una luce accesa: cribbio, quella è la mia specialità, ora arriva lui bel bello e mi copia…ma, ti pare? Abbiamo anche sostituito tutte le lampadine mettendole a led, in modo che il postino non si arroventasse le mani ogniqualvolta ci consegnava la bolletta della luce. Ero bravissima, in ogni stanza che visitavo lasciavo una luce accesa, come le mollichine di Pollicino. Luca poteva ricostruire i miei movimenti facendo la strada a ritroso spegnendo gli interruttori di casa che incontrava via via. Bei tempi, ora le spengo tutte, capita anche che deambuli al buio, così non le accendo e non corro il rischio di dimenticarmele accese, presto mi cadranno i mignoli dei piedi a furia di sbattere dappertutto, ma d’altronde nella vita non si può avere proprio tutto.
Dimenticarmi qualcosa, per me era assolutamente la norma, era divertente uscire di casa, arrivare dallo scooter e dover tornare indietro a prendere le chiavi, e poi il telefono, e poi la giacca, e poi le chiavi del negozio: sono arrivata alla cifra record di quattro andirivieni, sotto lo sguardo di compatimento di mio suocero. Ora accade che se al mattino se non gli faccio l’inventario delle cose che gli servono, lui ne lascia metà a casa: Luca le hai prese le chiavi dell’ufficio? L’orologio? Il cellulare? La testa???
E poi ci sono i neologismi, le parole inventate, gli strafalcioni: pensavo di essere in regime di monopolio, e invece no, ora anche lui ogni tanto dice cose senza senso e io mi faccio certe risate, alla facciazza sua e di quando mi prendeva in giro! Ha scoperto il mio segreto: dire, fare e pensare qualche scemenza rende simpatici, perché ci rende umani…visto il mio talento, io sono umanissima. Qualche giorno fa ha rovesciato sul tavolo quasi metà cena, non ricordo con precisione come è andata, so solo che a un certo punto dal suo piatto è partito un lapillo di cibo: “benvenuto nel meraviglioso mondo di Manuela, dove tutto è possibile, anche quando ti sembra che nulla di strano possa accadere”. Grandi risate e grande soddisfazione da parte mia, che con nonchalance ho commentato così “sometimes happens, don’t worry” , visto io come so essere magnanima?
Così accade che mentre io sto diventando brava in termini di efficienza, organizzazione e puntualità (anche se intendo tenermi ampi spazi di peggioramento), praticamente mentre io sto diventando come lui, lui sta diventando QUASI come me, il quasi me lo tengo stretto perché io ci tengo a essere l’anello sgangherato della catena.
Una sorta di teoria dei vasi comunicanti, una meravigliosa contaminazione che ci porta a migliorare il nostro già buono equilibrio. Io mi impegno a essere un poco più organizzata e efficiente e nello stesso tempo lui capisce che si vive bene anche senza essere costantemente al cento per cento, anzi.
Una volta durante una discussione, ok, una bella litigata, lui mi aveva detto che quando non avevo idea di come comportarmi, dovevo prendere spunto Tabata, il mio cane, che quindi da quel momento in poi è diventata il mio mentore (aveva anche detto Tabata era molto più brillante di me, ma in realtà mi ha fatto un gran complimento perché Tabata l’ho educata io, a ahh – espressione di sbeffeggio). Devo dire che la cosa ha funzionato, funzionato a tal punto che vuoi vedere che anche lui ora viene nel nostro carruggio ?(via, per chi non è della Liguria).
Segnatevi questa perla di saggezza: “quando non sapete cosa fare, cosa dire, come comportarvi, imitate il vostro cane, fate quello che farebbe lui”. Funziona alla grande, fidatevi!
Ma no! Fermi, dove andate? Non è necessario che ora vi mettiate a correre dietro a tutte le palline colorate che vedete in giro, anche se qualche volta buttarvi a pancia per aria e farvi fare i grattini vi renderà istantaneamente e irresistibilmente adorabili, oltre a essere oltremodo godurioso.
Come dite? Volete sapere se l’ho fatto? Non ve lo dirò mai…

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