“Non aprite a quell’ormone!”

Tutto ha inizio con un brufolo: QUEL brufolo.
Ieri sera sei andata a dormire e non c’era, al mattino appena sveglia, ti guardi allo specchio e eccolo lì, bello rosso, dolorante al tatto, incancellabile, come direbbe la Pausini, piazzato tronfio su una guancia o in zona mento.
È l’inizio della fine, da quel preciso momento noi donne non siamo più responsabili delle nostre azioni, a governarci da adesso in avanti, sono una folla di ormoni impazziti, che a piacimento loro ci fanno schizzare l’umore dalle stelle alle stalle, senza preavviso e senza criterio.
Possiamo diventare delle iene furiose, o dei gattini indifesi e piagnucolosi, il più delle volte tutte e due le cose, un mix di umori altalenanti, polemiche e petulanti, quello che fino a ieri andava bene, ora è uno schifo. Perché? Perché sì. E basta.
Gli uomini non possono capire, possono solo tentare di sopportare e sperare che passi presto, nei casi più disperati, difendersi. Avere in casa una donna in piena Pms, è un po’ come avere in casa Linda Blair quando interpretava Regan MacNeil nel film L’esorcista: c’è da avere paura. Già, perché litigare con una donna in questo periodo del mese, può scatenare in lei forze oscure e malefiche di cui nemmeno lei conosce l’esistenza, può dirvi le peggio cose; da quella boccuccia che fino a ieri dispensava baci e parole d’amore, ora possono uscire nefandezze di ogni genere e tipo, roba da far impallidire anche il più rude scaricatore di porto.
Poi, proprio come nel film, Linda Blair ruotava la testa di 360 gradi e lanciava fontane di vomito verde, la nostra posseduta dall’ormone, dopo aver vomitato sul proprio compagno un fiume di insulti, al minimo accenno da parte sua di tentare di difendersi, ecco che parte con il pianto a dirotto, la valle di lacrime, la disperazione che culmina con un delirio tipo “tunonmiaminonmihaimaicapitosonocosìtristeeeee”. Follia, ma ci vuole pazienza, passerà, passa tutti i mesi, passerà anche questa volta.
In quei giorni diventiamo capaci di tutto anche dal punto di vista alimentare: dolce e salato insieme senza neanche un sorso d’acqua in mezzo, sacchetti di patatine formato famiglia sbranate in pochi minuti, vasi di Nutella da chilo aggrediti a colpi di cucchiaio, bistecche di brontosauro divorate senza pietà, che se fossimo nella Savana pure i leoni avrebbero paura di avvicinarsi, per non parlare della caccia al carboidrato, l’unico temporaneo antidoto agli sbalzi di umore. Una faticaccia infinita.
Ho visto uomini che dopo essersi documentati su come arginare il problema, e trovata nel magnesio la possibile cura, hanno cercato di somministrarne di nascosto alle loro mogli (pare -PARE- faccia miracoli), peccato per alcuni che, colti sul fatto dalla propria compagna, non li hanno più trovati, altri sono diventati gay stanchi di sopportare le periodiche angherie.
Luca ha trovato un rimedio tutto suo. Al minimo accenno da parte mia di un possibile delirio, mi ignora, smette di parlarmi, mi abbandona alla mia temporanea follia fatta di rabbia cieca e sorda che non trova sfogo. Così mi ritrovo a vagare per casa rimuginando su pensieri assurdi, con lo sguardo torvo, e lui se ne va a dormire come se niente fosse. Devo ammetterlo, quando fa così lo odio con tutte le mie forze, però funziona, perché non trovando il modo di innescare la miccia, devo farmela passare, non ci sono altre soluzioni.
Una mia amica è ancora più strana, lei infatti comincia a filosofeggiare sulla vita, per arrivare alla conclusione che tanto è tutto inutile, che siamo di passaggio su questa Terra e che nessuno è eterno, che moriremo tutti e inevitabilmente davanti a un pensiero così catastrofico le parte una crisi di pianto torrenziale. La troveremo una settimana dopo, solare e positiva come se niente fosse. Questo TUTTI i mesi di tutti gli anni, fino a quando non arriverà la menopausa a liberarci tutte (anche se ho come idea che nemmeno quello è un periodo granché tranquillo, ricordo come fosse ieri inverni gelidi con le finestre spalancate perché mia mamma aveva le caldane: lei in maniche corte e noi con la broncopolmonite).
Ci vuole pazienza, ci hanno disegnato così e non possiamo farci niente, lasciateci sbollentare per bene nel nostro brodo, e come si fa con i matti (mi rendo conto che il paragone non è fra i più felici) lasciateci sbattere la testa nei nostri muri virtuali finché non torniamo savie spontaneamente.
Si tratta di avere giusto un poco di pazienza e poi quei gatti rognosi che vi soffiano contro mostrando unghie e denti, torneranno a essere mici affettuosi che fanno le fusa. Tenete duro, ce la potete fare.

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