Magda e Furio e le “Nozze di cotone”

avvertenza: post ad alto contenuto di miele e melassa, attenti a non scivolare.

Ma siamo sicuri che sia già passato un anno? un anno di noi, da marito e moglie, intendo.
Pare di sì. E come tradizione vuole, facciamo un piccolo bilancio.
L’altro giorno per commentare il nostro anniversario cercavo una canzone, una poesia, qualcosa che calzasse addosso alla nostra vita perfettamente come un guanto, mi sono a lungo spremuta le meningi, e all’improvviso eccola l’ispirazione: l’inizio della canzone d’amore per me più bella di tutti i tempi “Grande grande grande” di Mina: con te dovrò combattere, non ti si può pigliare come sei…
Già, combattere, due teste dure, due personalità non proprio morbide, ritmi e bioritmi diversissimi, io pigra tu ipercinetico, tu che al mattino ti alzi con il sorriso e parti a mille, io che sembro un orso svegliato in brutta maniera a metà letargo, io che faccio dell’improvvisazione il mio stile di vita, tu che fai un foglio excell per programmare qualsiasi cosa fino al minimo dettaglio. Tu perfezionista, io che ti dico di sì ma poi faccio come mi pare.
Liti furibonde che si traducono in interminabili mutismi da parte tua, e lo sai bene che io li odio i musi, ma non cedo. Una sfida continua, che ci ha fatto crescere, ogni lite, ogni scornata, ogni singolo muso lungo sono, per me, prove tangibili della nostra crescita. Fossimo dentro ad un video game, sarebbero i passaggi di livello, è che ormai sappiamo come prenderci, abbiamo imparato i trucchetti e allora litigare è diventato un po’ più difficile, ora battibecchiamo, una sfida continua a chi avrà l’ultima parola, e nessuno dei due vuole mollare la presa per primo.
Mi hai aiutato a crescere, io che pensavo di essere già a buon punto; mi hai spinto a far uscire allo scoperto la mia passione per la scrittura, e così è nato questo blog che fosse stato per me sarebbe rimasto chiuso nel cassetto fino alla fine dei miei giorni, mi hai fatto riscoprire (o scoprire?) il piacere di cucinare, di prendermi cura di casa, e la soddisfazione di farlo da soli, di bastarsi. Mi hai insegnato un sacco di cose che ignoravo, hai pure provato a insegnarmi a suonare la chitarra, e ti sei anche reso conto che è impossibile, perché io sono l’anti-ritmo.
Sono entrata in questa casa che parlava solo di te, ed è stato bellissimo vedere come te rinunciavi ai tuoi spazi per fare spazio a me in modo che in questa casa potessi sentirmi da subito a mio agio, magari non te lo dico mai, ma lo penso sul serio, non deve essere stato facile vedere il tuo ordine programmato da uomo single soccombere sotto i colpi di una donna maldestra e di un cane scodinzolante, però ce l’abbiamo fatta. Io sono un po’ più ordinata e programmata, e tu forse hai capito che si può vivere anche senza programmare ogni cosa, che lasciare le cose al caso può essere anche divertente…ok, ok a patto di non essere in mezzo ad un bosco, o in una città dall’altra parte del globo senza uno straccio di itinerario…di questo ti do atto. Così come ti do atto che forse fare la ballerina in casa non è una grande idea soprattutto se hai troppo vicine preziosissime lampade di design fatte di fragilissimo vetro soffiato a mano da un artigiano che è morto subito dopo aver finto QUELLA boccia che però va detto, quando si frantuma in miliardi di pezzi fa un rumore bellissimo, come di mille campanelli che suonano tutti insieme, però tu non hai colto questa sfumatura, ti sei arrabbiato e basta…
Però devi darmene atto, in ogni tua trovata ti sono stata sempre solidale; trovane un’altra che perde il sonno per confezionare a mano le scatolette che contengono gli hamburger, solo perché ti sembrava banale servirli agli amici nei piatti, per non parlare di quando ci è venuta la sventurata idea di imbiancare casa tutta da soli, trovane un’altra che senza battere ciglio si arma di rullo e scaletta e si spara tutti i soffitti, o che diventa la tua assistente quando decidi di darti alla cucina molecolare, o che in giro per il mondo si improvvisa poliglotta perché a te, all’idea di parlare inglese, ti si chiude il cervello a doppia mandata, salvo poi riprendermi perché ho detto qualche castroneria, te possino…
Credo che sia questa la nostra forza, insieme ci divertiamo proprio tanto: abbiamo girato mezzo mondo, soli io e te e una tonnellata di bagagli, abbiamo fatto corsi di cucina che ci sono costati la dieta che stiamo facendo ora, fantasticato su come sarà la nostra vita negli anni a venire, con la consapevolezza che anche se dovesse rimanere così come è, sarebbe perfetta (a parte il fatto che tu mi dici, ridendo, che vorresti provare il brivido della vedovanza), mangiato vermi fritti e preso sbornie epocali bevendo troppi rum punch, abbiamo fatto squadra trovando nelle nostre diversità energia vitale per crescere.
Quando una scarpa destra trova la sua sinistra, poi diventa facile camminare e raggiungere nuovi obiettivi, e penso sia quello che è successo a noi quasi quattro anni fa. Io ci credo a questa cosa, che quando due anime gemelle si incrociano per caso, si riconoscono subito, e così è stato per noi: ci siamo incontrati e non ci siamo lasciati più, anche se abbiamo dovuto smussare più di un angolo per non farci male e trovato pure compromessi storici, ma si fa, quando c’è di mezzo un amore grande solo gli stupidi si arrendono davanti alle difficoltà, e non esiste amore senza difficoltà, senza qualche ostacolo sparpagliato lungo la strada.
Ti amo Furio mio, te, le tue manie, la tua necessità di programmare tutto, la tue camicie stirate e e messe a posto in ordine cromatico, i tuoi coltelli assassini che ogni volta che li uso io mi apro regolarmente un dito, le tue incrollabili certezze, i tuoi costanti “ma lo sai perché?” a cui io rispondo sempre che no, non lo so, tu mi spieghi e io mi dimentico subito cosa mi hai detto, la tua curiosità verso tutto e tutti, la tua inesauribile energia e entusiasmo, tutto insomma.
Ci sono volte che mi incanto a guardarti, mentre cucini, mentre giochi con Tabata, mentre tagli l’erba, mentre fai le tue cose insomma,  e in quei momenti penso che se è vero che la perfezione non esiste, ci sono volte in cui arrotondando un poco la realtà, ci si avvicina molto all’ ideale di perfezione che ognuno ha, e mentre penso questo tutta assorta nella contemplazione del mio amore per te, ecco che arriva puntuale la tua voce “che fai? dormi? sveglia sveglia che ci sono un sacco di cose da fare”. Mugugno un po’ e mi metto all’opera. Sorridendo.
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8 pensieri riguardo “Magda e Furio e le “Nozze di cotone”

  1. Uaaaaaaooooooo. Questa si che è una dichiarazione d’amore a tutti gli effetti. Ogni singola lettera di questo testo trasuda Emozioni forti, le vostre. Buon anniversario!!

  2. Buon anniversario!!!!🎉🎉💝💝
    Scusa tanto se in ritardo…come sempre
    Trovo che il tuo modo di scrivere sia meraviglioso e commovente..
    Vi faccio i miei più calorosi auguri per una vita tutta così …felice e movimentata 😉
    Un bacio

  3. Davvero bellissime parole… E mi sembrava di leggere della mia vita… Per noi sono 11 anni ma sempre stupendi come il primo giorno!!!!

    1. 😊grazie cara! Si vede che siete una bella coppia affiatata, dal modo che avete di ridere e di scherzare. Mi piacete tanto, ma questo già te l’ho detto!
      Baci a tutti e tre, Manuela 😘

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