Ti stavo aspettando, autunno!

Proprio ieri mattina, andando in bicicletta, come ho fatto le prime due pedalate, l’ho sentita nitida e chiara: la carezza dell’autunno. Mi volete far credere che non sapete cosa sia la carezza dell’autunno? Ve lo spiego io, ma a un certo punto capirete che l’avete sentita anche voi moltissime volte.

È l’arietta fresca che vi sveglia la mattina quando mettete il naso fuori di casa, ma non è ancora quello schiaffone micidiale del generale inverno, che quasi quasi vi confonde le idee da tanto è secco e ben assestato. No, l’autunno vi fa un buffetto sulla guancia, come se vi dicesse “vai che è ora, poi fai tardi”, è nella pelle d’oca tenerina di chi ancora non vuole rinunciare alle maniche corte, ma domani lo vedrete con la giacchetta leggera. È nelle guance rosse quando arrivo in centro, nelle mani fredde e, mentre fino a qualche giorno fa, quando mi fermavo mi assaliva un caldo fastidioso e cominciavo a sudare che manco avessi fatto il Giro d’Italia, ora no, ora mi fermo e assaporo in quell’istante in cui l’aria è immobile il piacere confortante del sole che ti scalda un po’ il viso.

È la stagione che rende giustizia a noi creature crepuscolari che rifuggiamo da sempre il solleone, l’abbronzatura a tutti i costi e le domeniche in spiaggia. A noi che il mare preferiamo contemplarlo seduti su una panchina, magari quando è in tempesta, magari con un quaderno e una penna in mano, per provare a catturare i pensieri che, cullati da quelle onde, piano piano affiorano nella mente. È la liberazione dal non doversi più giustificare del perché non te ne frega un accidente di passare le giornate in spiaggia, perché in realtà la consideri una totale perdita di tempo, e l’abbronzatura a tutti i costi è una schiavitù a cui non mi sono mai voluta assoggettare.

Amo i colori di cui si veste la Natura in autunno, e il cielo….avete notato come è mutevole il cielo in autunno? Non ce la fa proprio a rimanere azzurro, macchè…nuvole bianche lo attraversano da ogni dove, poi torna azzurro, poi cambia umore e si veste di grigio, e poi al tramonto si accende di colori infuocati, costringendo anche le nuvole a vestirsi come sarà lui a decidere. Le giornate si accorciano, il sole è ancora dolcemente caldo, ma l’aria fresca ne stempera il calore quando eccessivo, è tutto in perfetto equilibrio in autunno, è una stagione armoniosa, come la primavera, ma è più saggio: ha lasciato all’estate tutte le sue intemperanze, per godersi un più lento e gentile trascorrere delle giornate. È così mentre in estate tutto sembra proteso a un divertimento esagerato, l’autunno sembra inventato apposta per piacevoli e serene chiacchierate davanti ad un bicchiere di un buon vino rosso.

E poi, piano piano e dolcemente ci accompagna fra le braccia dell’inverno, stagione fredda e qualche volta un poco ostile, ma che porta con sè tutte le promesse che si avvereranno con l’arrivo della primavera, sorella gioiosa delle altre stagioni. Perché tutto è un cerchio, il tempo, le stagioni, tutto si rincorre perpetuamente, gioie e dolori si susseguono e quando raggiungono quell’equilibrio perfetto che genera armonia, l’animo attento la può percepire, e il cuore in pace su questo incedere dolce e costante, può proseguire la sua danza.

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