Magda e i principi azzurri stinti e estinti

Ma cosa sta succedendo? Pare che i giovani di oggi non siano più in grado di corteggiare, o almeno così mi dice la mia amica giovane, bella e simpatica; luminosa come una giornata estiva, eppure a piedi, single e depressa.

Ai miei tempi funzionava più o meno così: ci si conosceva al pub, in discoteca, all’Università, dove vi pare insomma, si usciva insieme qualche volta e poi se scattava la scintilla, ci si metteva insieme, prima informalmente, avete presente “il mio ragazzo e la mia ragazza”?

Poi, se le cose andavano avanti ci si fidanzava “in casa” che, in buona sostanza, altro non era che frequentare casa del fidanzato anche quando c’erano i genitori di lui o di lei; erano tempi fatti di pranzi e cene domenicali, di rituali rodati e immutabili, equilibri diplomatici che servivano a gettare le fondamenta delle future coppie di sposini. Si aspettava con ansia la “casa libera”, già perché eravamo lenti ma mica stupidi o asessuati come gli angeli, quando i genitori erano via, o fuori casa per un tempo apprezzabilmente lungo per darci modo di dare libero sfogo a quegli istinti altrimenti difficile da placare, ci si rifugiava lì, clandestini e pieni di paura di essere colti in flagrante e scoperti.

Ora mi dicono che ci si chiude direttamente in camera con i genitori tranquillamente seduti in salotto a guardare un po’ di televisione: impensabile, per come la vedo io.

C’era qualche cellulare ( ma dai costi proibitivi) e molti telefoni fissi: se volevi raggiungere telefonicamente il tuo bello dovevi prendere il coraggio a due mani e chiamare a casa sua, sperando che rispondesse subito lui, altrimenti gentilmente salutavi, ti presentavi e chiedevi che ti venisse passato al telefono e se proprio ti andava tutto storto, dovevi pure rispondere ad una piccola intervista telefonica a cui, solitamente la madre, ti sottoponeva.

Roba da età della pietra, mi rendo conto.

Eppure le cose così stavano. Tutto era più lento, e ogni piccolo passo che si faceva, era una pietra miliare di una qualsiasi storia d’amore, che cresceva con i suoi protagonisti.

Ora le cose sono talmente semplici, che alla fine è tutto più complicato.

Sarà questa confusione dei ruoli che dilaga? Sarà per colpa dei ragazzi che si depilano le sopracciglia (e non solo), mentre le ragazze come aprono bocca fanno spaventare a morte un corpulento scaricatore di porto?

Sarà che ormai viviamo in un mondo che viaggia talmente veloce da indurci a saltare un sacco di passaggi senza che neanche ce ne rendiamo conto? Francamente la risposta giusta non la so però qualcosa che non va, è evidente che ci sia.

Facebook, Twitter, Messenger, WhatsApp: ormai le telefonate sono ridotte all’osso, si comunica velocissimamente, sparandosi addosso decine di messaggi, ma l’emozione della voce ce la siamo bella che persa per strada. Siamo sicuri che valga la pena di pagare un prezzo così alto?

Dall’altro canto è pur vero che, mentre i ragazzi sono sempre più superficiali e vanesi, il gentil sesso, “colpevole” di essere in netto sovrannumero rispetto alla domanda del mercato, ha tirato fuori unghie e artigli ed è disposto quasi a tutto pur di accaparrarsi un pezzetto, magari anche di dubbia qualità, dell’altra metà del cielo.

Non bisogna essere dei geni della sociologia per capire che se a questi fanciulli gli si offre tutto e subito su un bel piatto d’argento, a loro chi glielo fa fare di sbattersi? O ci stai subito oppure “carina, spostati e avanti un’altra”.

Prima se ne sceglieva una e si partiva alla sua conquista, ora col cavolo, si spara nel mucchio e via, senza pensarci troppo. Non c’è niente da conquistare laddove tutto è facile e a disposizione.

Elementare Watson.

Ai miei tempi c’erano le rampanti, quelle che, a farla breve, e usando un gentile eufemismo, erano molto generose e quindi apprezzate da tutti ( ma nessuno di quelli che erano a conoscenza di cotanta fama poi, se le sono sposate) e poi un esercito di ragazze timide e imbranate, che come fece un giorno la sottoscritta, se la davano letteralmente a gambe levate quando l’avance del corteggiatore di turno si faceva un pochino più audace. Alcune poverette, a furia di scappare da questo e da quello sono rimaste con il cerino in mano, ma questa è un’altra storia. Noi ragazze timidine, colpevoli di essere solo un pochino tarlucche, alla fine un pezzo di principe più o meno azzurro, ce lo siamo trovato, e per questo non è stato nemmeno necessario andare con tutto il reame e procedere ai gironi di eliminazione.

Era bello farsi corteggiare, piccoli gesti e attenzioni, l’amore veniva a galla piano piano, come una verità che si rivela e le cose avevano un sapore più intenso, ora mi pare di capire che le cose vanno diversamente: tutto è più facile ma inevitabilmente più superficiale; è come se all’amore fosse stato messo un vestito più misero e brutto: un gran peccato.

E così la mia bella e giovane amica si intristisce a pensare (cosa assolutamente priva di fondamento) che non troverà mai nessuno con cui costruire una relazione solida e duratura, e io vorrei tanto dirle che si sbaglia ma, come in tutte le cose della vita, ci vuole un pizzico di fortuna e pazienza, e tirarsela pure un pochino. Ecco.

Tutte le ragazze si meriterebbero un corteggiamento romantico e in piena regola, ed è ora che i maschietti la smettano di comportarsi come eterni Peter Pan, traboccanti di presunzione ma con poca voglia di mettersi in discussione.

Perché come dice quella (bruttina a dire il vero) pubblicità di prodotti per capelli “voi valete”: ed è quello che non mi stanco mai di ripetere alla mia giovane e bella amica.

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