…che belle le donne che sanno ridere e sorridere

Un post piccolo piccolo che spero illumini la vostra giornata e che vi regali una bella risata.

Dovevo mandare un messaggio ad una amica per ringraziare lei e suo marito della gentilezza e disponibilità che hanno avuto verso me e Luca. Cosa assolutamente normale per me, inserisco fra i miei contatti il suo numero sbagliando però una cifra…

Nel giro di pochi minuti mi arriva un messaggio in cui mi si faceva notare con molta gentilezza che avevo sbagliato numero… Il tutto con un tono molto allegro e gioioso.

Lucia, questo il nome della simpatica sconosciuta, deve essere per forza una di noi, bionda dentro e/o fuori, almeno,  io me la immagino così.

Che Dio salvi le donne belle come Lucia, belle nel senso più prezioso del termine: allegre, sorridenti, gentili e ironiche.

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E Kekka fu

Partendo dal presupposto che tutti i miei pensieri scritti partono con la frase “partendo dal presupposto” probabilmente vi siete già fatti un idea di me. Questa necessità di mettere subito bene in chiaro le cose di precisare che, si va bene tale cosa è così ma , un ma grande e pesante, un ma che presume che intanto non mi freghi perchè io parto dal presupposto capito?

In realtà nulla di tutto ciò è vero … è un inizio rubato al liceo a mio fratello che lui si sapeva scrivere e lui si che non lo freghi !

Ma qui si svela una cosa vera di me … non mi interessa che pensiate che sia tutta farina del mio sacco anche se è rubata , se è rubata te lo dico, se non sono capace a fare qualcosa lo canto per strada e se sbaglio lo ammetto … e qui ci vorrebbe la mia paziente mamma che quando mi aspettava in piedi sul terrazzo, al rientro da scuola, si sarebbe tappata le orecchie tutte le volte che aprivo bocca : “mammaaaaaa ho preso 4 di latino” anzi “o piggiou 4 de latin” perchè in casa mia era d’obbligo il genovese ! E poi mi chiede ancora adesso … “perchè quando prendevi dei bei voti invece non lo urlavi?” “mamma perchè non ne ho mai presi ti ricordi? Quella era l’altra figlia”

Comunque il diploma l’ho preso … non ho finito l’università , ma almeno il liceo si.

Forse sento la necessità di mettermi a nudo di lavarmi la coscienza ? Mah forse sono solo una svergognata …

Una biondissima svergognata!

La storia del biondismo ha inizio davvero tanti ma tanti anni fa , la bionda vera, quella che con la sua fluente chioma al profumo di cloro, è un altra non sono io, io mi sono solo appropriata di questo termine ai primi capelli bianchi …. e alle prime consapevolezze di donna matura.

Perchè è inutile, ci soffri quando ti dicono “sei giovane non capisci “ ma poi ti accorgi col passare degli anni che è piu’ o meno vero … non è che non capisci è che non dai il peso giusto alle cose … sei inconsapevole hihi …

Ora lo so .. sono bionda fuori perchè i capelli bianchi ormai si sono appropriati del 90% del mio scalpo … dentro perchè non soffro di essere come sono, di avere difetti fisici e caratteriali: me ne frego sono Io, sono così … Ti piaccio ? Ti interesso ? (per citare una persona famosa) No?! Va bene…capirai, non cambio di sicuro per piacerti … Si ???? Bene se mi piaci pure tu allora è fatta … siamo amici ❤️

…e poi c’è “la Sere”

E invece lei è Serena “la Rossa”. Super mamma, super moglie, super amica… Lei fa tutto, ma tutto tutto, bene: campionessa di vela pluripremiata, madre super attenta di un bambino adorabile, moglie perfetta di un marito sempre in giro per il mondo.  Una gran donna, che non si sa perché, ha scelto noi come amiche che, se ci buttano in mare, a malapena galleggiamo, e preferisce essere ricordata per la sua distilleria casalinga, dove produce un liquore alla liquirizia verso cui io ho sviluppato una dipendenza alquanto grave, piuttosto che per le sue medaglie che tiene nascoste in un cassetto… Una vera campionessa di virtù: leale, sincera e generosa. Quindi, Signori e Signore, vi presento  Serena “la Rouge che visse da bionda”.


Se lo dice la Kekka…

Lei è Francesca, classe 1975, segno zodiacale Ariete, quindi precisa, metodica e puntuale… Ma bionda, sia nel senso tricologico del termine, sia nel modo di affrontare la vita. Per gli amici è Checca, per gli amici normali, intendo, per me è Kekka, Kekkina, Kekkelbell a seconda di quanto sia alto il livello di stupidera…Minuta come un Capodimonte, ma grande nell’anima e nelle idee. Ironica e dissacrante, vi affezionerete presto anche voi. E non riuscirete più a smettere.