Memorie di noi due

Ci sono navi che non sono state costruite per navigare nella calma piatta, 

Nelle placide acque marine puoi contemplarne tutta la loro bellezza,
Ma è nella tempesta che rivelano tutta la loro forza,
Sono navi che incutono un po’ di timore ma,
Una volta a bordo ne rimarrai stregato e sedotto.
Così noi due, amore mio.
Lasciammo agli altri i pennelli intrisi di colori tenui,
Per tenere per noi e per il nostro quadro,
Le tinte più forti
E con quei colori riempimmo la nostra tela
Scegliemmo i sentieri più tortuosi e,
Mentre tutti battevano strade note,
Io e te ci inerpicammo in un sentiero sconosciuto e in salita,
Perché sapevamo che,
Più in alto saremmo arrivati,
Tanto più il panorama ci avrebbe tolto il fiato
Non abbiamo mai avuto paura di perderci,
Nemmeno nella follia più assurda,
Perché non si è mai smarriti,
Finché hai una mano da stringere,
Così nella gioia, così come nella paura.
Ecco cosa dirò quando mi chiederanno di noi:
Noi fummo
Un veliero che domò mari in tempesta,
La tavolozza di un pittore ardito,
Un sentiero che molti ebbero paura di percorrere,
Due mani strette in una presa fortissima.
Noi due fummo ciò che gli altri non ebbero l’ardire di essere,
E questa fu la nostra inesauribile forza,
Nutrendoci di noi alimentammo il nostro amore,
E lui crebbe forte,
Sfidando a testa alta l’immortalità e,
Ad essa fece abbassare lo sguardo.
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