Magda e Enel Energia: un incubo lungo quattro giorni.

Tutto comincia un tranquillo giovedì mattina di ottobre, io ero in casa con il tecnico dell’allarme impegnato in un intervento di manutenzione, quando all’improvviso suonano al cancello. Siccome aspettavo altri tecnici che dovevano portarsi via un pozzetto congelatore andato in tilt, incautamente apro.
Mi trovo davanti un ragazzo con un viso d’angelo, tutto ben vestito con una cartellina sottobraccio e un distintivo con la scritta Enel grosso come una casa. Comincia un bombardamento di frasi fatte (me ne rendo conto ora, con il buonsenso del poi), che Enel sta facendo questa campagna porta a porta per “premiare” i suoi clienti, bla bla bla, che può offrirmi per conto di Enel un risparmio in bolletta pari al 20%, mi chiede se gli faccio vedere la nostra ultima bolletta e “…sì sì, siete fortunati, rientrate nei parametri dell’offerta, anzi è proprio indirizzata a clienti come voi, e stia tranquilla Enel energia è sempre Enel, lei non sta cambiando fornitore…”
Se fossi stata in me, e in possesso delle mie basilari capacità di discernimento, ce ne sarebbe abbastanza per invitare il caro ragazzo a fare la strada fatta fino a me, ma a ritroso, per tornare esattamente da dove è venuto; e invece no, faccio la minchiata. Tranquillizzata dal fatto che non ero sola in casa, e perché effettivamente noi paghiamo in luce una piccola fortuna, lo faccio entrare per spiegarmi meglio.
Tempo un quarto d’ora la sottoscritta idiota ha firmato un contratto con Enel Energia per la fornitura di corrente. Una vocina dentro di me mi faceva notare che stavo facendo una stupidata galattica, ma un prepotente coro di stupidi neuroni festanti copriva quella saggia vocina. Quando il tipo se ne va, in cuor mio so già di essermi infilata in un casino, ne avrò poi la matematica certezza quando, messo al corrente di quanto accaduto, Luca mi ricopre di parole irripetibili dalla testa ai piedi. Mi viene da piangere.
In preda all’agitazione più nera chiamo il tizio che mi ha lasciato il suo numero (almeno so che è una persona a modo) gli dico che ho cambiato idea e voglio risolvere il contratto, in un lampo torna e mi strappa sotto il naso la sua copia, invitandomi a fare lo stesso con la mia (scema idiota cretina, non farlo….STRAP STRAP STRAP…..troppo tardi) il problema è che ho già fatto la registrazione telefonica, e quindi il contratto è ancora valido a tutti gli effetti… Ma che fra 10 giorni riceverò una seconda chiamata dove non dovrò far altro che “negativizzare” il contratto. Io mi sento come se la consapevolezza di essere idiota si impadronisse di ogni singola cellula del mio corpo. Mi sento spacciata.
Quella sera dobbiamo vederci a cena con degli amici, sarà la prima occasione di Luca per ribadire al mondo l’enorme stupidata fatta da sua moglie e la relativa stupidità di cui sua moglie ha dato ampiamente sfoggio. Ormai è chiaro che l’ho combinata grossa. A seguire prima notte di incubi, nella fattispecie mi si riempiono i piedi di chiodi a ogni passo. Molto bene.
La mattina seguente mi sveglio in preda all’ansia, aspetto che Luca esca e chiamo subito il call center di Enel energia, espongo i fatti alla gentile signorina aldilà della cornetta, la quale mi ribadisce la versione dell’incaricato porta a porta: vuoi vedere che hanno ragione? Nel frattempo Luca continua a non darsi pace di come sua moglie, una donna con intelligenza nella media, possa aver fatto una cavolata del genere. Più ne parliamo con i nostri amici e più io mi flagellerei migliaia e migliaia di volte, c’è chi mi racconta di scenari apocalittici, chi di bollette astronomiche, chi semplicemente mi guarda e scuote la testa (la reazione che mi ferisce più di tutte). Possibile che non ci sia via d’uscita?
Io e Luca litighiamo più e più volte sull’argomento, io lo so che ha ragione da vendere, ma ho già l’orgoglio martoriato, la testa che frulla, e io che mi prenderei a ceffoni più o meno all’infinito, non riesco a sopportare anche lo sguardo impietoso che ha quando mi dice “DEVI risolverterla da sola, sappi che scoppierà un casino infernale”. Come un cane bastonato me ne vado a letto, butto giù una manciata a di pastiglie di valeriana (blando tentativo di suicidio? Certo che con la valeriana, campa cavallo) e passo la notte fra sonni agitati, incubi e ripensamenti.
Stamattina ho deciso, questa cosa ha da risolversi. E basta.
Prima mi lancio in una ciclopica e certosina impresa di bricolage ricostruendo la mio copia del contratto, poi richiamo il call center, rispiego tutta la situazione, una signorina mi dice che per esercitare il diritto di recesso ci vuole un contratto, che bisogna fare una nuova stipula…senza tanti giri di parole le dico se è stupida, se le pare verosimile che per risolvere un pasticcio bisogna metterne in piedi un altro. Devo avere la voce brutta brutta perché si ammutolisce e mi passa una collega. Le rispiego la cosa e, finalmente sento la frase che da circa tre giorni voglio sentire “tranquilla signora, c’è una soluzione per tutto” mi chiede alcuni dati e mi dice che devo fare una raccomandata con cui esercito il mio diritto di ripensamento, mi da tutte le informazioni e ci salutiamo.
Io che ormai non mi fido più di nessuno chiedo ulteriore conferma ad un amico ferrato sulla materia, arrivano così le tanto agognate conferme, mi dice cosa scrivere, come scrivere e cosa allegare. Nel frattempo leggo il contratto (effettivamente devo fare come mi hanno detto), cerco su alcuni siti internet e pare che questa dell’esercizio del diritto di ripensamento sia la strada giusta. Faccio due ragionamenti e capisco il raggiro: prima mi dicono che ho dieci giorni per pensarci, che poi si faranno vivi loro, peccato che quando lo faranno saranno scaduti i termini per esercitare il diritto di ripensamento e io e i polli come me sono belli che fottuti. MERDE MERDE MERDE!!!!
Corro in posta, chiedo quale sia la raccomandar più veloce: ce n’è una che costa una fortuna ma già domani sarà a destinazione. Voglio quella. Missione compiuta.
Un meraviglioso senso di leggerezza mi pervade da ogni singolo poro.
Con un residuo rigurgito di rabbia chiamo l’incaricato porta a porta e gli dico quello che penso: che mi sembra un ragazzo perbene e che quindi sarà il caso che si cerchi un lavoro serio che non lo obblighi a buggerare la gente approfittando della buona fede altrui. Che dare informazioni parziali o scorrette alla stipula di un contratto, ha un nome ben preciso: TRUFFA!
Vi farò sapere come si evolve la situazione. Per il momento dite no a Enel Energia, non aprite agli sconosciuti, non mostrate bollette, non firmate niente. Insomma usate il buonsenso, cosa che inspiegabilmente, non ho fatto io.

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8 pensieri riguardo “Magda e Enel Energia: un incubo lungo quattro giorni.

  1. Amica mia tutti possono sbagliare…io per prima ci sarei potuta cascare ..ma poche avrebbero il fegato di autodenunciarsi !!! Anzi sicuramente in tanti faranno quelli che ” ah io non mi fido mai….. E non firmo niente ” 😩😒
    Ma poche persone avrebbero il tuo coraggio di autodenunciarsi e scrivere la storia per intero!!!! Sei una grande
    Per me!!!!👍👍👍👏👏👏
    Baci Manu😙😙😉😉

    1. Amica mia, bisogna stare attenti. Lo sai, il sono una che si fida sempre, che parte dalla buonafede sempre, ma questa volta, mi hanno fregato. Ci sono,rimasta malissimo, non lo nascondo.
      Un abbraccio forte e a presto. 😘😘
      Tua, M.

  2. Ciao, ci sono cascata anche io, 32 anni e credevo un cervello normale. Il “bastardo” non mi ha voluto stracciare il contratto di cui non mi ha nemmeno lasciato una copia. Tra l’altro mi hanno abbindolato a firmare ma l’utenza non è mia, ma del mio compagno quindi forse non ha nemmeno valore legale. Devo trovare un modo per uscirne! Beata te che ne sei fuori!

    1. Ciao! Innanzitutto non perdere la calma, a tutto c’è rimedio. A me è stato di fondamentale aiuto un amico con competenze legali, è stato lui l’artefice della mia “liberazione”….immagino che i termini per esercitare diritto di recesso (10 giorni) siano scaduti…nel caso tu sia nei termini, basta una bella raccomandata con ricevuta di ritorno in cui dichiari di esercitare diritto di recesso, e sei salva.
      Se invece sei fuori dai termini, io mi informerei presso un avvocato sul da farsi, e speriamo bene…
      La cosa certa è che abbiamo imparato la lezione, non firmerò mai più niente, non aprirò più a nessuno, e se dovessero mai ripresentarsi i tizi di Enel Energia, gli,dirò chiaro e tondo quello,che penso di loro….
      Ma come è possibile che non ti abbia lasciato la tua copia?
      Ti hanno già chiamata per chiederti se vuoi confermare il contratto? Le merde lo fanno dopo i 10 giorni che ti servono per esercitare recesso…
      Non ti abbattere. Ti abbraccio, Manuela.

  3. SALVE A TUTTI/E
    Il distinto segnore con la cartella già compilata dei miei dati che si è presentato nell’orario in cui forse pensava di trovare due persone anziane e facilmente raggirabili,ha trovato me dietro la porta ,insoddisfatto della giornata gia pesante di per sè ed è stato ”gentilmente” sbattuto fuori senza neanche dargli la possibilità di fornire spiegazioni.
    Bene direte voi? Niente da fare,la cartella l’ho trovata nella cassetta postale.
    Il call center alcuni giorni dopo di suo confermò che il contratto era valido e avrei potuto esercitare il diritto di ripensamento entro 10 giorni dalla data indicata.
    Chi lo ha firmato? Io no!
    Benissimo,fax al numero indicato nel regolamento con richiesta di annullare il contratto,richiesta formale di cancellazione dati in loro possesso con riserva di denunciarli all’autorità giudiziaria e all’associazione consumatori per apposizione di firma non autentica.
    Una settimana dopo arriva la lettera in cui mi si notifica l’avvenuto annullamento della proposta di adesione.
    Tornerà costui?Non tornerà?
    Secondo me è meglio lasciare da parte la gentilezza e comportarsi da maleducati con certi soggetti.
    Saluti.

    1. Ciao! Mi trovi d’accordo, infatti qualche giorno fa ha suonato alla porta un altro fanciullo di Enel Energia, ma questa volta non ho abboccato, non gli ho aperto. Però mi son voluta togliere una soddisfazione e sono scesa io, invitandolo a sparire il più in fretta possibile minacciandolo di sciogliergli dietro il mio cane, tenuto teatralmente stretto al guinzaglio (che nei fatti è un buonissimo labrador in pace con il mondo, ma lui mica lo sapeva).
      Comunque mi fa piacere che anche tu sia riuscito (riuscita?) a uscire da questo incubo. Bisogna parlarne il più possibile in modo che questi farabutti non riescano a fare altri danni.
      Un caro saluto a te.

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