Serate di gala sulla Costa Pacifica

Chi l’ha già provata lo sa: la crociera è una vacanza deliziosamente pigra scandita da rituali giornalieri. Capita così che quando si affrontano lunghe tratte di navigazione che durano giornate intere, per movimentare un pochino l’atmosfera, scatta la serata di gala. La serata di gala può essere giustificata dalle più variegate argomentazioni tipo: il gran ballo degli Ufficiali o una festività nazionale o internazionale tipo Ognissanti, ma non è questa la cosa importante, bensì il dress code consigliato che è, appunto: gala.
Potrei chiudere questo post rubando la mitica battuta di Blade Runner “ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”, salutare e andarmene, ma no, non lo farò, e vi renderò partecipi delle mirabilie che come cunei si sono conficcate nelle mie pupille, facendole urlare di dolore….o di raccapriccio.
E allora via, che serata di gala sia.
E così, appena mettiamo fuori il piede dalla nostra cabina, veniamo catapultati sul set di una soap opera anni ’80: vi devo anche spiegare il perché?
È un trionfo di poliestere, ricami cinesi e abbinamenti impossibili.
Il super premio “becero style” va a una ragazza che indossava un abito asimmetrico, più corto davanti e lungo dietro, color salmone, a più strati di voile, con corpetto ricamato, spalline sottili e bolerino coordinato, calze opache pesanti nere e stivali neri. Un autentico pugno nell’occhio. Imperdonabile.
C’era poi quella signora che, stella mia, se la Natura ti ha voluto alta poco più di un metro e mezzo, perché devi mortificare la tua figura indossando un abito con tanto di strascico verde smeraldo? Il risultato (tragico) che otterrai è che sembrerà che la lavanderia ha sbagliato a consegnarti l’abito, e tu indossi quello di una signora molto più alta di te.
Ma non pensiate che sono solo le signore a regaleci queste perle di stile; vi vorrei infatti parlare di quei ragazzi freschi di matrimonio, magari in viaggio di nozze in crociera,  per loro l’abito elegante diventa in automatico l’abito delle nozze, e fin qui niente di male, però se ti sei sposato in perfetto look Pignatelli (giacca lunga, gilet in broccato o damascato, camicia da smoking e cravatta arricciata con lo spillone di traverso sul nodo) forse è un po’ troppo, e il rischio che corri è quello di sembrare un paggio alla Reggia di Versailles.
Sempre a proposito di bizzarrie al maschile, ieri sera c’era un tale che indossava quello che sembrava essere un completo da cameriere, ossia pantalone con pince e giacchetta nera corta in vita con abbottonatura a doppiopetto. Giuro, i camerieri della nave sono vestiti allo stesso modo, ma con giacca avorio. L’altra ipotesi è che la giacca altro non sia che un frac mutilato delle code; sia come sia, la situazione non migliora. Se lo mettevi di fianco al paggio di Versailles, mancava solo Mengacci che chiedeva alla madre piangente(forse, la signora con lo strascico verde?): “Cosa prova il cuore di una madre quando si sposa il proprio figliolo?” et voilà, circa tremila persone catapultate sul set di “Scene da un matrimonio”.
Matte matte risate…
Ci sono poi quelle coppie in cui la percezione della serata di gala è nettamente diversa fra l’uomo e la donna: lui in bermuda e polo a mezza manica, lei con abito lungo, capelli raccolti con fermaglio di cristalli e manciate di gioielli sparse qua è la. Equilibri rodati dal tempo su cui è saggio non mettere becco.
E quando pensi di aver visto tutto il possibile, all’improvviso senti avvicinarsi un fruscio di sete, shantung e taffeta, e un drappello di fanciulle (le amiche della sposa?) con abiti molto scenografici (pure troppo) con tacchi altissimi….così alti che per salire e scendere le scale devono aggrapparsi al corrimano, e quando provano a camminare traballano così tanto che temi sul serio per la sorte delle loro caviglie. Sono belle e lo sanno, ma nessuno ha mai detto loro che con abiti così importanti la postura è tutto, anche da sedute, perché se ti sdrai sul tavolo, appoggi i gomiti e stai tutta stravaccata, puoi avere anche un abito da principessa, ma sembrerai comunque sempre una coatta. Però loro si piacciono un casino, e passano la serata a scattarsi milioni di miliardi di fotografie.
Le più tenere sono quelle signore un po’ in là con gli anni che non vogliono rinunciare all’abito lungo. Loro mi piacciono perché hanno l’eleganza vera di chi non nasconde gli anni, e sopra ad un abito da sera scuro mettono uno scialle per coprire braccia non più tonicissime (cosa che, a breve, dovrò fare anche io, se non mi decido a rimettermi in riga) e ai piedi, vedi far capolino dall’orlo scarpe più basse e comode. Le più civettuole stringono in mano un ventaglio e tutte, ma proprio tutte, hanno quel profumo buono di cipria, quello che aveva anche mia nonna. Al loro fianco eleganti signori avvezzi alla galanteria che cedono loro il passo, le tengono sottobraccio e dopo cena le faranno ballare fino a tardi. Coppie da prendere a modello, da ricalcare con la carta a carbone.
Candele accese sui tavoli, tintinnio di forchette e bicchieri, camerieri in livrea, il brindisi con il Comandante e poi la sorpresa dello chef su, al ponte 9: torte gigantesche e sculture di ghiaccio: really, really, really anni ’80. Mi aspetto di trovare una signora con l’acconciatura fissata con la lacca glitterata e poi siamo a posto.
A me cominciano a far male i piedi, Luca nel suo perfetto completo Armani comincia ad avere un principio di evaporazione, è ora di tagliare la corda.
Dalla Costa Pacifica per ora è tutto.
Buonanotte.
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2 pensieri riguardo “Serate di gala sulla Costa Pacifica

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