Magda e il Crossfit: e fu subito amore.

E allora facciamola questa prova. Cerchiamo di capire, una volta per tutte, che cosa sia questa diavoleria del Crossfit, anche perché, a dire il vero, io li ho visti alcuni filmati su YouTube e, francamente, sono un po’ preoccupata, perché io e la bionda ragazza americana che scoppia di salute e sembra essere assolutamente a suo agio appesa ad una sbarra facendo milioni di trazioni come se niente fosse, probabilmente (anzi no, ne sono certa), non apparteniamo nemmeno alla stessa specie. E, a meno che lei non decida di involvere fino allo stadio larvale, non vedo come io e lei si possa avere un punto di contatto.
Comunque sia, bando alle ciance, ed eccoci qua, dentro al “box”,così gli habitué chiamano quella che noi comuni mortali chiamiamo palestra, tutti pronti a toccare con mano gli effetti mirabolanti del Crossfit. Si comincia con una fase di riscaldamento – e fin qui tutto bene – poi si passa ad una seconda fase detta “skill”, ossia una dimostrazione teorico-pratica degli esercizi che andremo a fare e poi, dulcis in fundo, arriva il Wod (workout of the day), la fase che vi farà rimpiangere si essere mai state lì.
Già perché vi ritroverete a fare cose che mai e poi mai avreste creduto di poter fare: flessioni, verticali, salti, sollevamento pesi, millemila addominali, salti con la corda ma, grondanti sudore e con il cuore sul punto di scoppiare, porterete a termine il vostro Wod e la sensazione sarà quasi euforizzante. Cavolo, come siete toste, sì vabbè, vi gira un po’ la testa, avete i palmi delle mani doloranti e le idee un po’ confuse, ma non perdete la calma, presto si formeranno i calli e soffrirete decisamente meno…
Uscite dal box, senza rendervene conto avete cominciato anche voi a chiamarlo così, barcollanti, sudate fradice, e con la faccia rosso ketchup, ma con addosso quella bella sensazione della fatica vera che le varie zumbe, Aqua gym, e varie amenità sportive non vi hanno regalato mai.
Ci tornerete, anche se vostro marito che vi ha accompagnato alla lezione di prova, ha paragonato la vostra performance a quella di, cito testualmente, “un vecchio che fa sesso”( lui a dire il vero ha usato un altro termine decisamente più colorito, ma io sono una personcina elegante, e allora mi avvalgo di un sobrio sinonimo).
Quindi, abbonamento fatto: siete dentro al fight club, e, infrangendo subito la prima regola del fight club: “non parlare mai a nessuno del fight club” voi, diventate i Testimoni di Geova del Crossfit, e moleste come loro, ogni occasione sarà buona per decantarne le lodi e cercare di fare nuovi adepti. Mi raccomando, resistete alla tentazione di mettervi a suonare campanelli a caso per portare il vostro messaggio sportivo: c’è il penale.
Il giorno dopo, quando suona la sveglia, arrivano le dolenti note: litri, litri e litri di acido lattico intasano ogni vostra fibra e cercare di alzarsi dal letto è, con ogni probabilità, l’impresa più ardua di tutta la vostra vita.
Fanno male tutti (TUTTI) i muscoli compresi nell’intervallo fra i lobi delle orecchie e le punte degli alluci, penserete più volte nell’arco della giornata di essere state vittime di un pestaggio in un vicolo buio e che ve le hanno suonate talmente forte che voi non lo ricordate assolutamente, ma il vostro corpo trafitto da dolori fulminanti ogni qualvolta voi facciate qualcosa, compreso pensare e respirare, ne è la prova provata. Ma voi siete delle apprendiste Wonder woman, e in attesa di volare come lei, ve ne state di un modesto e più veritiero andamento lento e caracollante.
La mattina del secondo giorno dopo il vostro battesimo del Crossfit, sarà anche peggio: vuoi vedere che dopo il pestaggio, sono stata pure centrata in pieno da un camion? Deve essere sicuramente così e, a fine giornata ne sarete assolutamente persuase. La vostra andatura è legnosa e rigida e mettervi il mascara sarà un’impresa titanica perché le vostra braccia tremeranno e faranno un male assassino, ma si sa, Wonder woman soffre in silenzio.
E così si arriva alla lezione numero due.
A proposito, come sta il vostro inglese?
Già, perché non penserete che dentro al box si parli in italiano? E no, carine…
Dentro al box le trazioni alla sbarra diventano pull-ups, lo stacco da terra sarà un deadlift, la fase di riscaldamento si trasforma in un fighissimo warm up, e avanti così, musica maestro, fino ad arrivare a virtuosi acronimi come AMRAP (as many reps/round as possible). Non perdetevi d’animo e abbozzate, guardatevi intorno e ricordate che la forza del branco è che ognuno capisce qualcosa di diverso e così unendo i pezzi si forma l’intero, e dopo due giri a casaccio come in preda ad un attacco violento di labirintite, ce la farete a portare a termine il vostro Wod. E anche il secondo round è andato.
Ormai vi guardate con orgoglio le mani rovinate che danno un tocco così rude alla vostra manicure e non avreste mai pensato che calli e brillanti potessero stare così bene insieme; bene a tal punto che, anche se vi eravate prefissate di frequentare due volte alla settimana, senza rendervene conto questa settimana avete fissato tre lezioni e non escludete che possano diventare quattro perché, quando cominciate a vedere i primi risultati (che arrivano presto), vi monterà una specie di febbre da Crossfit: dovete andare e basta, anche se le braccia continuano a fare un male fotonico ma, di contro, non ballonzolano più come dei sacchetti vuoti quando mettete il sale sui piatti in cucina e anche il resto ha un che di diverso, credo si chiami tonicità.
Il Crossfit si è impossessato di voi. Nel frattempo avete comprato i guanti i per proteggere le mani, vi siete scaricate un paio di app per poter archiviare i tempi dei vostri Wod, sciorinate tutti i nomi di tutti gli esercizi come se fosse la cosa più naturale del mondo e le vostre amiche zumbaiole ormai vi evitano come una brutta malattia perché non tollerano più il vostro sguardo di sufficienza quando si parla di cosa fare per mantenersi in forma.
Loro non sanno, loro non possono capire, loro non immaginano il piacere perverso della fatica vera, della maglietta fradicia, loro mica la sanno fare una verticale a muro, e pensano che i burpees siano una specie di polpetta impanata. Profane, pentitevi e convertitevi.
Fidatevi di una super pigra che ha deciso di mettersi alla prova, e come vi direbbe un Crossfitter vero (mica una cazzara come la sottoscritta):
YBF: You’ll Be Fine – starai bene

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