Passi indietro

“È bravissima, con lei si sta benissimo, che cara, che tesoro, che amore” “È una stronza, scorretta, fa figli e figliastri, falsa e pure lavativa”. Ecco, che cosa è successo fra la prima e la seconda esclamazione? Una rissa in piena regola direte voi: acqua! Un litigio furibondo: acqua acqua! Scippo di fidanzato: acquaaaaa!! Vabbè vi aiuto, sennò qui facciamo notte. È bastato che in un ambiente lavorativo tutto al femminile, qualcuno abbia avuto la malaugurata necessità di dire un “No” davanti a una richiesta, lecita ma ahimè, non autorizzabile. È questione di un attimo e dove prima c’era un clima sereno e disteso, ecco che si scatena l’inferno. Un vero e proprio ammutinamento. Ma perché mi domando io, perché non riusciamo a separare le cose in camere stagne? Perché se un superiore donna ci dice un no, automaticamente diventa una grandissima stronza che ordisce sordide trame a scapito della malcapitata di turno? Perché abbiamo la necessità di stringere alleanze con altre colleghe estromettendo quelle che, secondo noi, ormai accecate dalla follia, godono dei favori del capo? Perché dobbiamo regredire ai tempi dei codini quando si faceva il gruppetto “così Pincopallina” resta da sola a giocare…tiè!”
Oppure scegliamo un’altra strada: il muso, l’autoesclusione, il vittimismo: il martirio. Le colleghe collaborano serene e sorridenti,e noi, come una Cenerentola (sfigata, mica come l’originale) ce ne stiamo da sole in un angolo con lo sguardo triste a trafficare senza sosta. Mute, insensibili a ogni richiamo, tanto nessuno ci capisce, anzi meglio, tutte ce l’hanno con noi. Le proviamo tutte, ma proprio tutte per far leva su quello che é il vero tallone d’Achille di un capo donna: il senso di colpa. Una Cenerentola in gamba può portare il capo matrigna sull’orlo della crisi isterica, può addirittura portare il capo a chiedere scusa per aver fatto il suo dovere, il che è paradossale, ma ci si può riuscire.
L’unico modo per portare a casa la pelle, possibilmente non macchiata di sangue cenerentolesco, è comportarsi come un uomo, il lavoro da una parte e tutto il resto dall’altra. Cercare di compiere quel piccolissimo passo che ci porterà a capire che un no è solo un no limitato a quella situazione e basta, e non una sintetica missiva per dire “ehi, tu, ce l’ho con te”.Passo che non riusciamo a compiere, sarà per colpa dei tacchi…sta di fatto che su questa cosa restiamo sempre un passo indietro rispetto ai nostri colleghi maschi. Un piccolo insignificante passo, ma tant’è….

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