Un giorno come un altro?

E sia, siamo nazional-popolari, facciamocene una ragione, anche noi che abbiamo la punta del naso all’insù, che vogliamo avere l’ultima parola, che ci piace andare perennemente controcorrente…. Ebbene, anche noi snobine per vocazione non solo guardiamo Festival di Sanremo, ma domani festeggeremo San Valentino.
Due al prezzo di uno.
Sul Festival non mi dilungo, in troppi lo hanno già fatto, la Littizzetto mi è simpatica, Fazio decisamente meno, la musica italiana è un po’ sempre la stessa, fiori nemmeno uno, però non so resistere alla tentazione di guardare e commentare, ovviamente tutti commenti al vetriolo, ma tant’è anche ora mentre scrivo, davanti a me il cantante dei Modà si voleva mettere la bottiglietta dell’acqua nei pantaloni ( meschino, vuol dire che c’è posto…).
E domani, bhe domani è il 14 febbraio, San Valentino. La festa degli innamorati. Forse non tutti sanno che San Valentino è nato in una famiglia patrizia, fu convertito al Cristianesimo e consacrato vescovo di Terni nel 197, a soli 21 anni.
Nell’anno 270 Valentino si trovava a Roma, giunto su invito dell’oratore greco e latino Cratone, per predicare il Vangelo e convertire i pagani.
Invitato dall’imperatore Claudio II il Gotico a sospendere la celebrazione religiosa e ad abiurare la propria fede, rifiutò di farlo, tentando anzi di convertire l’imperatore al Cristianesimo. Claudio II lo graziò dall’esecuzione capitale affidandolo a una nobile famiglia.

20130213-223730.jpgValentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II. L’impero proseguiva nelle sue persecuzioni contro i cristiani e, poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano.
Sono molte le leggende entrate a far parte della cultura popolare, su episodi riguardanti la vita di san Valentino:
Una di esse narra che Valentino, graziato ed “affidato” ad una nobile famiglia, compì il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo “carceriere”: Valentino, quando stava per essere decapitato, teneramente legato alla giovane, la salutò con un messaggio d’addio che si chiudeva con le parole: «…dal tuo Valentino…».
Un’altra, di origine statunitense, narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati.Un’altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci gesti d’affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell’espressione piccioncini.
Secondo un altro racconto, Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino: l’unione era ostacolata dai genitori di lei ma, vinta la resistenza di questi, si scoprì che la giovane era gravemente malata. Il centurione chiamò Valentino al capezzale della giovane morente e gli chiese di non essere mai più separato dall’amata: il santo vescovo lo battezzò e quindi lo unì in matrimonio a Serapia, dopo di che morirono entrambi.
E da qui la sua fama di protettore degli innamorati e di inguaribile romantico.

Questi i cenni biografici, se li conoscevate già, scusate la lungaggine.
La cosa che non capisco è l’approccio che si ha a questa festa. Sembra quasi che se domani osi festeggiare, vuol dire che sei un po’ sfigato. Vai di matasse di retorica “bisogna amarsi tutti i giorni, non solo oggi”, “San Valentino è la festa di ogni cretino che crede di essere amato e invece rimane fregato” e via di questo passo. Io penso che sia un po’ come la storia della volpe e l’uva.
Vado a spiegarmi. Se sei stato lasciato, se sei solo, se non ti vuole nessuno, se sprizzi antipatia da ogni poro, ecco, in questo caso è ovvio che San Valentino sia per te una festa detestabile, ed è pur sempre ovvio che tu consideri i romantici festaioli come un manipolo di anacronistici illusi. Le torte a forma di cuore patetiche, le rosse rosse hanno le spine e farsi i regali un’inutile perdita di tempo e denaro. Roba da Grinch, insomma.
Ma (adoro i ma, presagiscono sempre una svolta positiva e possibilista), se siete felicemente innamorati, se vi svegliate tutte le mattine ringraziando il Padreterno per avervi messo di fianco il vostro lui/lei, se avete raschiato il fondo del barile della solitudine e siete riusciti a risalire, se la vostra vita era già piena, ma ora trabocca da ogni parte, se amate e siete amati, da un giorno o da una vita, perché dico, perché dovete privarvi del piacere di ribadirlo una volta in più?
Come ha detto oggi il signore presso cui oggi ho preso il regalo per Furio: io e mia moglie siamo insieme da quarant’anni, litighiamo ogni giorno e ogni giorno facciamo pace, domani non faremo niente di speciale, ma io una rosa gliela porto lo stesso, e anche un po’ di gelato, che le piace tanto. La mia vita senza di lei, magari, sarebbe stata diversa, ma a me piace così, siamo innamorati, sa?
Io festeggerò alla grande, pacchetto completo: regalo, cenetta fuori, vestitino elegante e sguardi languidi. Con buona pace di chi reputa questa festa un’occasione consumistica e banale, non mi interessa.

20130213-223635.jpgLo amo da pazzi, siamo sposini novelli, se penso a lui mi sento come il pezzetto di puzzle quando trova il suo incastro perfetto.Quindi in alto i calici e abbassate le luci: San Valentino in corso.

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