che mondo sarebbe senza i Mugugni…

Io non so in che città vivi, tu che stai leggendo, e forse questa piaga di cui sto per scrivere  non ti riguarda neanche, ma devi sapere che qui in Liguria, è tutto un fiorire di pagine Facebook tipo “Mugugni del Comune di Chiavari”, “Mugugni del Comune di Lavagna”, “Mugugni del Comune di Sestri Levante” e via di questo passo fino ad arrivare a pagine mugugnose di comuni così piccoli che, se si incontrassero tutti gli abitanti nel bar del paese per parlare di qualche magagna che affligge il loro territorio, farebbero prima e meglio. Ma invece no…

Cosa sono le pagine dei mugugni? come accennato prima, sono gruppi aperti dove, previa iscrizione, ogni facente parte di quel gruppo può scrivere un post per comunicare qualcosa che che secondo lui non va bene, un problema, un pericolo, un disservizio. Quello che vi pare, insomma. In un mondo ideale, dovrebbe poi accadere che, l’Amministrazione di quel Comune, imbeccata da non si sa chi (il passaggio mi è ancora oscuro), sul malcontento palesato dal cittadino social, dovrebbe prendere immediati provvedimenti e risolvere in quattro e quattr’otto il problema e ristabilire l’ordine delle cose. Scusate, ma mi scappa da ridere.

Ecco cosa accade invece nella realtà -triste- dei fatti. Il nostro utente Facebook scrive il suo sacrosanto post mugugnone, viene pubblicato, e fin qui tutto bene; peccato solo che poi, essendo in democrazia e vivendo nella più totale libertà di pensiero e parola (anche se  io ad alcuni…ok, sì lo ammetto: ad un bel mucchio di gente, io gliela revocherei questa libertà) dietro al post si formerà un codazzo infinito di commenti, alcuni (pochi a dire il vero) sensati e attinenti, altri (la maggior parte) campati per aria e buttati nel mucchio giusto per fare un po’ di inutile polemica.

Quindi si parte da, facciamo un esempio (tra l’altro l’argomento è gettonassimo da queste parti) “padroni maleducati che non raccolgono i bisogni dei loro cani”:

-“la colpa non è dei cani, ma dei padroni” voto 10: il commento è attinente, educato nei termini, sintetico. Niente da dire: ayeah, continua così!

-“però quando i cani erano in mezzo alle macerie a cercare le vittime e i feriti, vi facevano comodo, eh? Ipocriti che non siete altro” voto 2: cosa gli vuoi dire? di sensato e non offensivo, intendo… Utilizza un concetto di per sé più che corretto e condivisibile (sai quanti “like” ci tiri fuori?)per portare avanti una polemica fine a se stessa; sterile e puerile, nel cui tranello, manco a dirlo, cascheranno a frotte.

Vive male questa persona, sicuramente. Verrebbe da andarlo a cercare l’acido commentatore, per portargli una parola di conforto, per dimostrargli che al mondo co sono anche persone buone, che non ce l’hanno tutti con lui, e che può stare tranquillo. Che andrà tutto bene.

Sarebbe un mondo infinitamente migliore e semplice se la gente trombasse di più: sai quante frustrazioni troverebbero il loro sfogo senza per forza di cose dover aggredire, insultare, polemizzare?…Ma niente, a tante persone piace così. Protetti dal loro (noiosissimo, tra l’altro)profilo Facebook, passano il tempo a straparlare, piuttosto si danno torto da soli, pur di assecondare la sindrome che li affligge: la sindrome del bastian contrario. Ma che due castagne!!

Uscite, state alla luce del sole che fa bene, oltre che all’umore, anche alla produzione della vitamina D, così vi vengono le ossa forti, fate il pieno di ossigeno e poi ne riparliamo… E se ancora non vi è passata la voglia di mugugnare a vanvera, andate a comprarvi un dolcetto, una pasta, un gelato così tenete impegnate bocca e mani. Sarete disinnescati e innocui come un petardo bagnato.

Però devo fare una confessione: io mi diverto da morire a leggere tutti i commenti dei post dei Mugugni: sono delle scatole cinesi, commenti che generano commenti, che vengono commentati con altri commenti e via così, di polemica in polemica, fino a quando non si è perso completamente di vista l’argomento principale. Per la serie “stiamo litigando come matti disperati, ma perché lo stiamo facendo? Comunque e continuiamo a farlo perché ormai non possiamo più fermarci”. E io me la rido a crepapelle.

Lo so dovrei abbandonare tutti questi gruppi, ma ancora non ce la faccio, forse sono la reincarnazione di una portinaia, o molto più realisticamente una curiosa pettegola impenitente, però è più forte di me: io quando vedo un qualsiasi commento che comincia con “non per far polemica ma…” sento un brivido corrermi lungo la schiena, e più i commenti sono trash e inutili e più la loro lettura si fa goduriosa.

Aaaahhh, ti amo genere umano! Ci siamo autoproclamati razza evoluta, ma in realtà siamo ancora indietro come il sedere dei macachi…Detto questo vi saluto, e che il mugugno sia con voi, sempre.  Quindi se proprio non riuscite a placare i vostri animi in nessun altro modo, dateci dentro, tanto, come si dice dalle mie parti: è gratis.

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…che belle le donne che sanno ridere e sorridere

Un post piccolo piccolo che spero illumini la vostra giornata e che vi regali una bella risata.

Dovevo mandare un messaggio ad una amica per ringraziare lei e suo marito della gentilezza e disponibilità che hanno avuto verso me e Luca. Cosa assolutamente normale per me, inserisco fra i miei contatti il suo numero sbagliando però una cifra…

Nel giro di pochi minuti mi arriva un messaggio in cui mi si faceva notare con molta gentilezza che avevo sbagliato numero… Il tutto con un tono molto allegro e gioioso.

Lucia, questo il nome della simpatica sconosciuta, deve essere per forza una di noi, bionda dentro e/o fuori, almeno,  io me la immagino così.

Che Dio salvi le donne belle come Lucia, belle nel senso più prezioso del termine: allegre, sorridenti, gentili e ironiche.

E Kekka fu

Partendo dal presupposto che tutti i miei pensieri scritti partono con la frase “partendo dal presupposto” probabilmente vi siete già fatti un idea di me. Questa necessità di mettere subito bene in chiaro le cose di precisare che, si va bene tale cosa è così ma , un ma grande e pesante, un ma che presume che intanto non mi freghi perchè io parto dal presupposto capito?

In realtà nulla di tutto ciò è vero … è un inizio rubato al liceo a mio fratello che lui si sapeva scrivere e lui si che non lo freghi !

Ma qui si svela una cosa vera di me … non mi interessa che pensiate che sia tutta farina del mio sacco anche se è rubata , se è rubata te lo dico, se non sono capace a fare qualcosa lo canto per strada e se sbaglio lo ammetto … e qui ci vorrebbe la mia paziente mamma che quando mi aspettava in piedi sul terrazzo, al rientro da scuola, si sarebbe tappata le orecchie tutte le volte che aprivo bocca : “mammaaaaaa ho preso 4 di latino” anzi “o piggiou 4 de latin” perchè in casa mia era d’obbligo il genovese ! E poi mi chiede ancora adesso … “perchè quando prendevi dei bei voti invece non lo urlavi?” “mamma perchè non ne ho mai presi ti ricordi? Quella era l’altra figlia”

Comunque il diploma l’ho preso … non ho finito l’università , ma almeno il liceo si.

Forse sento la necessità di mettermi a nudo di lavarmi la coscienza ? Mah forse sono solo una svergognata …

Una biondissima svergognata!

La storia del biondismo ha inizio davvero tanti ma tanti anni fa , la bionda vera, quella che con la sua fluente chioma al profumo di cloro, è un altra non sono io, io mi sono solo appropriata di questo termine ai primi capelli bianchi …. e alle prime consapevolezze di donna matura.

Perchè è inutile, ci soffri quando ti dicono “sei giovane non capisci “ ma poi ti accorgi col passare degli anni che è piu’ o meno vero … non è che non capisci è che non dai il peso giusto alle cose … sei inconsapevole hihi …

Ora lo so .. sono bionda fuori perchè i capelli bianchi ormai si sono appropriati del 90% del mio scalpo … dentro perchè non soffro di essere come sono, di avere difetti fisici e caratteriali: me ne frego sono Io, sono così … Ti piaccio ? Ti interesso ? (per citare una persona famosa) No?! Va bene…capirai, non cambio di sicuro per piacerti … Si ???? Bene se mi piaci pure tu allora è fatta … siamo amici ❤️

…e poi l’uomo inventò la bici elettrica.

Lo senti dietro di te, alle tue spalle, il sibilo della morte? E’ come un fischio ma più silenzioso, è un “ppppfffffffff” che arriva veloce e da lontano, devi essere scaltro a spostarti perché, se ti travolge, per te è finita.

Per fortuna riesci a scansarti, la morte per oggi non ti avrà: ti è solo passata di fianco e ti ha pure superato, ora la puoi vedere nitidamente dritta in faccia: ha le sembianze di una tranquilla signora di mezza età, con la piega fatta di fresco, ben vestita e dall’aspetto molto curato; si direbbe completamente innocua, se non fosse per quel dettaglio inquietante: è seduta su una bici elettrica. Anzi no, non è seduta, è appollaiata proprio sul sellino di una fiammante bici elettrica, con il busto leggermente inclinato indietro, rigida e insicura, ignara di quello che sta facendo, di dove sta andando e di come lo raggiungerà. Lei va, convinta di essere Laura Ingalls nel telefilm “La casa nella prateria”, quando Laura con il suo bel calessino trainato da un mite cavallo andava a zonzo per sconfinate praterie deserte, ma tu balorda di una svaporata sei su un lungo fiume largo neanche due metri e se non impari a usare i freni e il buonsenso ci ammazzi tutti. Continua a leggere “…e poi l’uomo inventò la bici elettrica.”

…e poi c’è “la Sere”

E invece lei è Serena “la Rossa”. Super mamma, super moglie, super amica… Lei fa tutto, ma tutto tutto, bene: campionessa di vela pluripremiata, madre super attenta di un bambino adorabile, moglie perfetta di un marito sempre in giro per il mondo.  Una gran donna, che non si sa perché, ha scelto noi come amiche che, se ci buttano in mare, a malapena galleggiamo, e preferisce essere ricordata per la sua distilleria casalinga, dove produce un liquore alla liquirizia verso cui io ho sviluppato una dipendenza alquanto grave, piuttosto che per le sue medaglie che tiene nascoste in un cassetto… Una vera campionessa di virtù: leale, sincera e generosa. Quindi, Signori e Signore, vi presento  Serena “la Rouge che visse da bionda”.


Se lo dice la Kekka…

Lei è Francesca, classe 1975, segno zodiacale Ariete, quindi precisa, metodica e puntuale… Ma bionda, sia nel senso tricologico del termine, sia nel modo di affrontare la vita. Per gli amici è Checca, per gli amici normali, intendo, per me è Kekka, Kekkina, Kekkelbell a seconda di quanto sia alto il livello di stupidera…Minuta come un Capodimonte, ma grande nell’anima e nelle idee. Ironica e dissacrante, vi affezionerete presto anche voi. E non riuscirete più a smettere.

 

“Lo hai mai fatto in Cina?”

“E tu lo hai mai fatto in Cina?””Ah no, perché se non lo hai mai fatto non puoi proprio immaginare di cosa io stia parlando…”

Tutto in Cina diventa strano, anche le cose più ovvie, come andare in bagno, lavarsi i denti, mangiare e tentare di pagare per farlo. Persino io che mi sono sempre atteggiata come una viaggiatrice smart, ho dovuto mettere alla prova in più di un’occasione le mie capacità di adattamento. E forte del proverbio “ciò che non ammazza fortifica”, posso tranquillamente affermare di essere uscita da questa esperienza decisamente più forte.

Ma andiamo con ordine. Continua a leggere ““Lo hai mai fatto in Cina?””